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Una ipotesi strategica

di Pierluigi Fagan

Da giorni seguo le varie timeline informative internazionali, i commenti, le analisi relative alla guerra all’Iran.

Per giorni, l’atteggiamento generale un po’ di tutti (sfera occidentale e araba) è stato quello di pensare quale razionale ci fosse dietro la decisione americana di iniziare questo complesso conflitto. Non trovandola, si sono lanciate varie ipotesi che vanno dalla sudditanza USA a Israele, all’impreparazione di Trump e sua personale sudditanza (Epstein, Kushner etc.), alla geopolitica dei nuovi blocchi (contro la possibile nuova egemonia BRICS/Cina) e così via. Ma forse, l’ansia da comprensione e l’emotività cognitiva rende ciechi verso una diversa razionalità. L’apparente mancanza di razionalità di questa guerra, giudizio dato su gli USA e non su Israele i cui obiettivi sono più evidenti e comprensibili e la cortina fumogena di dichiarazioni, smentite, battute e stupidaggini, potrebbero forse esser volute per nascondere la vera strategia e cuocere a fuoco lento le opinioni pubbliche come si fa nella metafora della “rana bollita” o nell’espressione anglofona “buying time”.

Al momento, siamo al 21° giorno di conflitto, la sistematica distruzione dell’Iran continua senza sosta e pare che la macchina bellica americana stia portando truppe addestrate nel teatro di guerra da usare chissà quando e chissà come. Una operazione che anche solo per mere ragioni logistiche richiederà ancora settimane. Può darsi che sia, come alcuni pensano, il sintomo di una impreparazione e confusione sugli obiettivi originari che ha dovuto fare i conti con la resilienza iraniana oppure potrebbe esser stata prevista ab origine in un disegno di “guerra lunga”. Un disegno che si voleva celare all’inizio, forse. Perché?

Qui avanziamo, per amore di comprensione, una ipotesi. La razionale di questa guerra, da parte americana, potrebbe non avere tanto o non solo l’Iran come obiettivo primo, ma il Mondo. Potrebbe essere un atto di “distruzione creatrice” geopolitica e geoeconomica ad ampio spettro. Per perseguire un “Make America Great Again” si può spingere quanto più e possibile avanti gli USA o si può spingere quanto più possibile indietro il Resto del Mondo. La grandezza di potenza, in questo contesto, è relativa, conta la distanza di potenza. Si può fare l’America più grande anche facendo più piccolo il Resto del Mondo. Gli USA rimangono la prima e più completa potenza del Mondo, in un quadro di sofferenza economica, finanziaria, energetica, industriale, commerciale, militare prolungata, inflitta in senso generale un po’ a tutto il Mondo, Europa e mondo arabo in primis, ma anche Asia e altri per via delle perturbazioni rientranti in molti modi, gli USA emergerebbero più e meglio di tutti gli altri.

Ad esempio, pare che la Cina primo produttore ed esportatore di fertilizzanti abbia comunicato l’altro giorno il blocco delle esportazioni. Questo potrebbe avere un effetto catastrofico sulla produzione alimentare di base, mondiale. A ciò si aggiungono gli effetti duraturi del costo dell’energia (alcuni danni procurati agli impianti del Golfo avranno effetti di lungo periodo ovvero anni, non settimane o mesi) e uno sciame di vari collassi nel sistema-Mondo, dai debiti sovrani al valore delle valute, alla ricchezza complessiva, alle fratture logistiche e rottura del tessuto delle interdipendenze. Insomma, una catastrofe lenta a cui abituarsi come nuova “condizione del Mondo” contro la quale non scatta mai la ribellione, ma solo l’abituazione.

La “distruzione creatrice” ovvero il collassare un sistema per creare condizioni di possibilità per costruirne un altro, è concetto di teoria economica di Schumpeter. Ma l’austriaco ebbe solo la felice intuizione di dargli una veste concettuale di successo in forma di ossimoro. In realtà il concetto era già in Sombart e Marx prima ancora e financo in Bakunin e Darwin. Ma anche in Nietzsche (Dioniso) e come rimarcò Herder, nella figura del pantheon induista di Siva.

A dire che la si può leggere non solo in varie tradizioni di pensiero economico, ma più ampiamente come componente della razionalità pragmatica. Ogni creazione presuppone una distruzione. A dire anche che se in una corsa non puoi correre più forte degli altri, puoi sempre provare a farli inciampare per farli andare più lenti.

Il mondo che potrebbe uscire fuori alla fine di questo prolungato trattamento generalizzato potrebbe essere un mondo più docile alle strategie di Washington. Ciò porterebbe a condizioni di possibilità di nuova egemonia, non certo basata sul “soft power” ma sul caro, vecchio “hard power”.

Ci sarebbero ovviamente anche contraccolpi interni a gli USA e la probabile sconfitta repubblicana alle mid-term, ma tanto Trump ha dato segnali forti di disinteresse per i minuetti costituzional-parlamentari e sappiamo che la strategia iniziale del suo gruppo di potere prevedeva ab origine di andare oltre le strettoie delle elezioni di rinnovo della carica fra due anni. Erano piani essenzialmente e spudoratamente “rivoluzionari”. Forse, quello che stiamo vedendo, non è altro che la primissima parte di una strategia di medio-lungo periodo per darsi un futuro di lungo periodo.

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Alfred
Wednesday, 25 March 2026 20:42
Gli USA rimangono la prima e più completa potenza del Mondo, in un quadro di sofferenza economica, finanziaria, energetica, industriale, commerciale, militare prolungata, inflitta in senso generale un po’ a tutto il Mondo,

Non voglio essere politically incorrect, ma lei li ha osservati gli attori in campo ? Non dubito che certi ministri della guerra desiderino vincere gare spezzando le caviglie dei competitor. Lo teorizza pure (per quanto un pupattolo belloccio e narciso e' in grado di fare) con frasi tipo senza pieta' e picchiate duro, cosa sono tutti questi salamelecchi di guerra.
Il problema per il ministro della guerra e i promotori del caos e' la Realta'. Chiunque, dal ministro della guerra a Nietzsche, teorizza di mettere in pratica merda del genere deve avere davanti gente che si fa spezzare le caviglie. Perche' nella vita a volte si incontrano anche quelli che reagiscono e spezzano le gambe sia ai ministri della guerra che a quelli del caos. Se si studia e osserva a volte si capisce prima di iniziare la dinamica se si e' ministri della guerra e del caos un po' esaltati a volte studio e osservazione non dono le priorita', chi vuoi che ci sia al mondo piu cattivo di loro?
Una brutta notizia per i ministri della guerra e del caos e' che i piu cattivi o scaltri sono presenti nella stessa misura degli esaltati cazzoni. Credo sia una questione statistica. Quindi incrociare quello che anziche' prenderle ti mena ... e' un attimo, statistico.
Non dubito abbiano spezzato le caviglie del venezuela con bei conti bancari, purtroppo in iran sembra ci sia pane per i loro dentini e debbano stare attenti pure alle caviglie della guerra e del caos. Non appena si perde l'esclusiva dell'aggressione e del caos ... hai voglia di dichiarare vittoria o fare la faccia imbronciata. Non so se vi siete accorti che gia' dalla guerra in ucraina non sono riusciti ad avere appoggio del mondo a parte quello della servitu' gia' in livrea. Con l'attacco all'iran rischiano anche i malumori tra la servitu'.
Possono fare sa soli?
La Cina di fronte ai dazi ha centellinato le terre rare, senza le terre rare quasi tutto l'armamentario moderno torna a epoche meno moderne. Anche tutta l'industria, comprese le ai non e' che puo' andare in carriola e trovarle in natura.
Se si difetta di intere filiere industriali, dai cantieri navali alle terre rare anche il caos che si puo' generare e' pochino. Sarebbe stato piu furbo rimettere in piedi industrie e infrastrutture e aspettare qualche anno prima di far schiantare i competitor, ma per una cultura che vive del tutto e subito magari non era possibile o l'apparato industriale e' talmente deteriorato che si va poco lontano o entrambi. Bho
Questo e' il limite di quelli che vogliomo tagliare i garretti altrui e vincere le corse: o si e' in grado di farlo e vincere e non avere avversari o quelli che reagiscono a volte tagliano al bullo garretti e pure braccia.
La parte di mondo che si e' preparata a parare i colpi in MO e' probabile che mostrera' al mondo (lo sta gia mostrando a quel mondo che vuole capire) quanto e' nudo e pure orrendo l'imperatore oltre a essere vulnerabile.
Le atomiche? Fossi in loro (in uno dei due imbecilli che stanno aggredendo l'iran) non lo farei.
Cosa succederebbe? Ad esempio che israele sparisce e gli usa piuttosto e isolazionisti diventeranno isolati?
Non so voi io ne sono convinto e sono anche convinto che parecchi degli attuali amiconi dei due genocidi darebbero man forte, anche personalmente e soprattutto se non funziona il riscaldamento o non girano piu i soldi come una volta.
Queste dinamiche potebbero essere di risposta all'arroganza esterna dei creatori del caos, ma anche una reazione interna (a casa loro) perche' il caos e la guerra non hanno portato i benefici attesi.
Vedremo quanto resisteranno non gli iraniani, ma le nostre nazioncine alla carenza di lavoro (l'energia non va solo nei termosifoni, ma soprattutto nelle fabbriche e nelle strutture da ospedali a depuratori ecc) e alla fame ... potremo permetterci il costo di un cibo senza lavorazione meccanica e fertilizzanti?
Potrebbe venirci voglia di cacciate le loro basi a calci in culo? Visto come le basi Usa hanno difeso i paganti paesi del golfo che cosa le teniamo a fare e a spendere come infrastrutture, tolleranza e pure come tangenti per l'improvabile protezione (occupazione) dei nostri paesi?
Sai che vantaggi avere generato il caos quando gli sceicchi si accorderanno con altri per la 'protezione' e associazioni come i brics per quieto vivere decideranno di non subire piu dazi e minacce esportando in Usa, ma anche tagliando fuori gli Usa dai mercati di miliardi di umani.
Come conseguenze di questo caos potrebbero esserci anche cose positive. La creazione di aree di commercio non piu legate agli abusi degli Usa e anche un'altra e piu importante conseguenza: un balzo in avanti tecnologico non sulle armi, ma sulla ricerca di alternative energetiche al di fuori dei soliti schemi. Non ho idea di cosa, ma il caos e' uno dei momenti fertili per cercare nuove strade anche in ambiti di milioramento umano.
Giusto perche' dopo gli scenari di fame prossima ventura volevo lasciare uno spiraglio di ottimismo
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