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Pensare l’Italia

Giacomo Bottos intervista Lucio Caracciolo

belgium 3595351 scaledLucio Caracciolo – direttore di Limes – in questa intervista indaga una pluralità di temi connessi ad alcuni nodi di fondo relativi alla storia, alla posizione geopolitica e all’economia italiane, facendo emergere un tema di grande importanza: l’assenza di fondamenti comuni di una visione relativa al futuro del Paese, che siano condivisi dalle classi dirigenti, è una delle questioni principali che impedisce di impostare una strategia efficace per affrontare alcuni dei più annosi problemi italiani.

* * * *

Limes, nei suoi venticinque anni di vita, si è ciclicamente occupata dell’Italia in molteplici numeri della rivista. Si può dire che la sua stessa nascita nel 1993, in un periodo di forti cambiamenti sul piano internazionale e nazionale, sia legata anche all’idea della necessità per l’Italia di assumere maggior consapevolezza strategica e capacità di definire le proprie priorità in un quadro in cui venivano meno molti dei punti fermi che avevano caratterizzato il contesto precedente?

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Comments

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domenico mattia test
Thursday, 19 March 2020 18:14
L'Italia è un "piccolo Paese" per ragioni storiche,mancanza di risorse naturali... La Francia e la Germania nell'Ue,egemoniche all'interno dell'Ue,ne decidono la politica; l'Italia annaspa.Nell'area europea e mediterranea,il nostro Paese,invece, potrebbe far sentire la sua presenza e la sua iniziativa politica:mancano da tempo leader illuminati,specialmente negli ultimi decenni...
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Francesco Zucconi
Monday, 13 January 2020 01:31
Analisi che condivido in pieno.
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Franco Trondoli
Tuesday, 07 January 2020 20:57
Ho già espresso un'insignificante piccolo parere sostanzialmente su questo tema su un'altro recente articolo. Mi pare che anche le tesi dell'intervistato lascino nulle speranze. L'Italia è un paese sottomesso strutturalmente e strategicamente senza nessuna possibilità di iniziative indipendenti. Per fare qualcosa ,anche di autonomo in senso cooperativo, non necessariamente competitivo, ci vuole una "Elite dirigente" coesa, ed un "popolo" che lo voglia, insieme ad una forza militare e ad una potenza economica. Non abbiamo una sola di queste prerogative. Non siamo ne la Francia (atomica), ne la Germania (economia). Quindi.. medioevo prossimo futuro, aveva scritto l'ing. Roberto Vacca all'inizio degli anni '70, preso in giro praticamente da tutti. Siamo e saremo un Territorio totalmente colonizzato e spezzettato dagli uni e dagli altri. Con delle residue lobby "nazionali" che cercano di salvarsi per conto loro come "svenditori" di un paese chiamato italia, del suo territorio, delle sue genti. Ma è un processo già avviato da oltre 30 anni. Gli italiani maturi di età fanno ancora fatica a capirlo. Vivono, ancora per poco, sulle risorse lasciate dalle macerie del fordismo. I giovani....non lo sanno ancora...ma sono i più sfortunati. E a nulla serve cercare di dire qualcosa. Le questioni della vita devono essere apprese direttamente, non c'è scampo. Solo i traumi fanno pensare. Purtroppo.
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