
Gineologia: saggezza e sapere, contro la mostruosità ‘Capitale umano’
di Karlo Raveli, migrante
Di fronte all’attuale parossismo criminale del capitalismo, appaiono segni riconoscibili di una nuova dimensionalità sociale antagonista, assieme ma più in là delle ‘classi’ del lavoro salariato. Movimenti dell’ecologismo radicale, lavoratrici della riproduzione e delle cure, migranti, lgbt+, molte forme di precarietà, studenti, pacifisti, popoli originari e così via. Una nuova dimensionalità operaia, questa volta globale e ben oltre gli stati.
Dopo l’ultima massiccia applicazione mondiale sanitaria d’infodemiologia (1), secondo l’Oms ‘scienza’ indispensabile al fine di garantire esiti sicuri alle nuove campagne anti-virus, ora Covid, persino il probabilmente maggior esperto mondiale di ‘scienze’ dell’informazione politica (2) Vladimiro Putin, ci si è messo a suo modo a cavalcare un molto tragico ma diverso guazzabuglio. Sorprendente forse soprattutto per coloro che invece pronosticavamo una nuova o immediata ondata virale. Dopo la prima serie di cattivi ‘germi’ 2019-22, covid vari appunto.
Comunque vedremo. C’è già chi questa ripresa oms-virale la prevede, anzi l’annuncia per l’autunno… una volta terminata l’ultima porcheria da ‘Grande potenza’, stavolta russa (e Nato) in Ucraina.
Però nel frattempo non tutto quel che succede nel mondo resta sotto controllo imperiale, istituzionale e corporativo. Ecco, forse precisamente il miglior esempio, come ha segnalato molto bene Chiara Cruciati pochi giorni fa’ (3): pare che anche la rivoluzionaria gineologia delle donne del Curdistan cominci a farsi poco a poco strada in ‘Occidente’, tra i movimenti sociali più critici e insubordinati al sistema. Ben oltre le ormai classiche cerimonie dell’8 marzo femminista che, più o meno o purtroppo, lasciano infine il già poco tempo (mediatico) che trovano.
Cioè, a mio giudizio, di fronte alla nuova conformazione e sottomissione infodemica – e biodigitale - del ‘Capitale umano’, a cominciare precisamente dal commercio della salute di menti e corpi,più o meno globale, e si dobbiamo pur dire ben oltre lo stesso sfruttamento lavorista, pare risorgere una profonda ed estesa dimensione antagonista ben più vitale esana. Naturale.
Quindi viva e costruttiva, al contrario del negativo allopatico bigpharma.
Chiamata appunto gineologia, scienza delle donne e della vita. Ben antagonista a quello ‘sviluppo’ o peggio ‘progresso’ scientifico e tecnologico generato dall’evoluzione raziocinante dell’Avere-possedere proprietario, patriarcale, capitalista (4). Cioè spronato da ‘classi dominanti’ alienanti, super-possidenti e sfruttatrici dell’umano e dell’ecosistema in generale.
Perché, proprio come afferma Cruciati parlando di gineologia curda, è ormai possibile “immaginare il ribaltamento del sistema patriarcale e l’uccisione del maschio dominante solo attraverso la liberazione delle donne, prima nazione oppressa e colonizzata del mondo dalle civiltà post-neolitiche per mano dell’embrionale sistema capitalista e del nucleo fondante l’idea di Stato: la famiglia”!
In poche parole, e anche qui ne riparleremo molto presto, si rimette in movimento l’Essere umano naturale, sociale, emotivo ed empatico, per aprire un’altra dimensione operatrice globale opposta all’orrendo sistema di dominio. Proprio quando la dimensione dell’Avere privato, del potere individualista ed economico, del mercato e della finanza si trasforma in mostro quasi assolutamente possente con intime biodigitalizzazioni, sorveglianze e persino confino delle persone (5). In aggiunta al suo abbrutimento ecosistemico sul quale si erige sempre più. Sostenibilmente, pretendono e si illudono.
Però ora c’è anche questo risveglio che ci stimola e ci esorterà a riscattarci: come nuova dimensione sociale globale ‘per sé’, operaia, eticamente e potenzialmente ormai ben oltre l’esclusiva ‘lotta di classe’ da lavoratori salariati. Quindi non solo contro lo sfruttamento dell’attività altrui ed altre alienazioni dominanti, come le reificazioni di ogni genere, patriarcali per cominciare, ma anche di fronte a tutte le leificazioni inoculateci fin da piccoli. Per assumere valori, diritti, leggi e norme sistemiche contro natura, come fossero logiche prescrizioni umane congenite, eticamente sociali e individuali.
Ma invece, ecco:
possiamo ora iniziare ad affrontare a fondo una nuova sfida dimensionale operaista globale anche affermando rinnovati linguaggi epistemici come operatrici della vita, operaisti del condividere, operatori del presente e futuro. Assumendo responsabilità condivise come operosi strateghi della dinamizzazione sociale politica, culturale, matrilineare, ecologica radicale e multispecie. Sui sensi infiniti e sostanziali del valore e dell’amore. Non come proprietari patriarcali, maschili e divini, ma Esseri di natura originaria e collettiva, viva, variata e intrinsecamente matrilineare della nostra specie.









































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