Dopo Ignazio Marino un sindaco per Roma né di destra né di sinistra?
di Giorgio Salerno
Con l’uscita di scena dell’alieno, del marziano, del diverso, cioè dell’ ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, si chiude una fase turbolenta della consiliatura eletta nelle comunali del maggio 2013. Molto è stato detto sulla vicenda e sul personaggio per cui non ci torneremo sopra ma cercheremo di capire cosa accadrà ora, quali scenari si presentano per la città e quale storia si chiude con questa crisi.
L’indagine giudiziaria accerterà se vi siano reati nella condotta dell’ex sindaco e sull’altro versante, quello di Mafia Capitale, si spera che tutta la verità venga a galla compresi i nomi secretati dei 101 funzionari capitolini collusi o corrotti.
Più che Marino ne esce molto male il PD romano che “era ed è uno dei peggiori d’Italia” (Scalfari dixit). Giudizio autorevolmente confermato e certificato dall’indagine commissionata dalla Direzione del PD a Fabrizio Barca e dalla quale si evince che ben 24 sezioni del Partito, più di un terzo della Federazione romana, sono infrequentabili. Ed il gruppo consiliare, i famosi 19, non sono un granchè in quanto a competenze e capacità amministrative. Il problema della poca autorevolezza o della mancanza di una classe dirigente del PD sui territori, a Roma è particolarmente grave.
Ancora più grave il metodo seguito per far dimettere Marino. Il PD ha rivelato, sostituendo al dibattito pubblico dell’Aula consiliare la manovra di corridoio e la ‘scomunica’ extra-istituzionale del Sindaco, una natura “compiutamente post-democratica” come ha scritto Marco Revelli.
Altri, come Angelo D’Orsi, hanno visto nella conduzione della vicenda la “transizione italiana verso la post-democrazia”, un processo in corso in tutti gli Stati liberali ma con peculiarità molto italiane, tanto da fargli dire che il PD oggi rappresenta “la forza egemone della destra italiana” e Matteo Renzi “il maggior pericolo per la democrazia”.
In realtà la Capitale d’Italia ha vissuto anche momenti alti nella sua storia amministrativa. Dopo decenni di giunte democristiane il punto di svolta fu costituito dalla vittoria di Giulio Carlo Argan,(1976-1979). Argan fu il primo sindaco non democristiano della Roma repubblicana. Critico d’arte e intellettuale, fu eletto come indipendente nelle liste del Pci, si dedicò alla difesa del patrimonio artistico, all’ambiente e alla promozione della cultura nella capitale, dando vita all’Estate romana, la celebre manifestazione culturale organizzata dall’architetto Renato Nicolini.
In qualità di assessore alla Cultura, nel periodo 1976–1985, Nicolini si impegnò in una politica culturale, detta dell'”effimero”, il cui prodotto più noto fu l’Estate Romana, macchina politico-culturale che produsse polemiche, ma che definì anche nuovi orizzonti culturali stimolando le potenzialità della città. Continuo’ a lavorare, poi, con Luigi Petroselli ed Ugo Vetere, ambedue del PCI. Ancora si ricorda con affetto e stima il sindaco comunista Luigi Petroselli il cui mandato si svolse dal 1979 al 1981.
Petroselli si impegnò, insieme ad Antonio Cederna, nella realizzazione del progetto per il ripristino dei Fori e dell’area archeologica centrale ed istitui’ le prime chiusure domenicali della via dei Fori Imperiali. Un infarto lo spense nel pieno della sua attività politica. Dopo Vetere, inizia, a nostro parere, la fase calante della vicenda amministrativa della Capitale. Nel 1985 fu il turno di Nicola Signorello, a capo della prima giunta pentapartito Dc-Psi-Psdi-Pri-Pli, dopo 9 anni di amministrazione a guida comunista. A Signorello seguirono Pietro Giubilo (’88-’89) e Franco Carraro (’89-’93). Nel 1993, per la prima volta ad elezione diretta, fu la volta di Francesco Rutelli, ‘il piacione’, in carica fino al 2001, cui seguì Walter Veltroni, il ‘non solo-ma anche’. Nell’aprile 2008 fu il turno di Gianni Alemanno, di certo il peggiore, in carica fino all’elezione di Ignazio Marino.
Questi gli antecedenti. Ed ora? Chi succederà ad Ignazio Marino nel turno amministrativo della primavera 2016?
Ci aspetta una lunga campagna elettorale che ci riserverà non pochi colpi di scena. Le prime avvisaglie non mancano e già si affollano i candidati.
L’attore Gigi Proietti, alias Agro Romano poeta dialettale, ha concluso un suo sonetto con i versi “se stanno a mette in fila i candidati/a quattro a quattro, come li sordati/Chi potemo votà? Qui sta er busilli/Io, senza scherzi, voterei Ferilli”.
A parte la Sabrina nazionale, rilanciata da due film recenti, come “La grande bellezza” ed “Io e lei”, i candidati più accreditati di un successo elettorale sembrano al momento solo due, Alfio Marchini ed il candidato del Movimento 5 Stelle.
“Né a destra nè a sinistra” ha dichiarato Marchini pochi giorni orsono. Come mai anche un esponente di una storica famiglia della sinistra romana vuole smarcarsi da questa appartenenza? Forse per la concorrenza dei 5 stelle che da sempre si definiscono né di destra né di sinistra? O per altre ragioni che non possono oggi essere dette apertamente?
Purtroppo da alcuni anni molti recitano questa stantia giaculatoria para-fascista del superamento della dicotomia ‘destra-sinistra’.
Tra essi non poteva mancare Matteo Renzi. Il Presidente del Consiglio, in una sua introduzione alla nuova edizione (2014) del libro di Norberto Bobbio “Destra e Sinistra”, a distanza di venti anni dalla prima, ribalta completamente la riflessione di Bobbio sostituendo altre categorie, più “moderne”, ça va sans dire, alla dura contrapposizione destra-sinistra.
Negli anni 2000, secondo Renzi, la sinistra moderna declina altre antinomie: conservazione/innovazione, stagnazione/movimento, aperto/chiuso, avanti/indietro, innovazione/ conservazione. La coppia destra-sinistra non si declina più sul binomio di Bobbio uguaglianza-disuguaglianza ma sulle antinomie di Blair. Termini generici, accettabili, condivisibili nella loro ambiguità da quasi tutti e sostanzialmente falsi. Su queste premesse ecco altre perle teoriche: “noi siamo una sinistra post-ideologica, pragmatica” (Bonafè), “il partito identitario è un inutile tuffo nel passato” ( Sandro Gozi, già prodiano ora renziano).
Tutti “diversamente di sinistra” come Alfano ‘diversamente berlusconiano’ (sic).
Vale la pena ricordare cosa dicesse il filosofo torinese. Bobbio avvertiva, nelle prime pagine della sua densa opera, che la cosiddetta crisi delle ideologie era una vera e propria mistificazione, una interessata falsificazione della realtà poiché “non vi è nulla di più ideologico che l’affermazione della crisi delle ideologie”.
La dicotomia Destra e Sinistra, individuava la demarcazione tra i due opposti della politica sulla linea disuguaglianza-uguaglianza. E concludeva profeticamente che “il grande problema della diseguaglianza tra gli uomini e i popoli è rimasto in tutta la sua gravità e insopportabilità per non dire anche nella sua minacciosa pericolosità” ed aggiungeva, a monito dei troppo facili entusiasmi per la fine del comunismo,” che le dimensioni del problema si sono smisuratamente e drammaticamente allargate. Il comunismo storico è fallito. Ma la sfida che esso aveva lanciato è rimasta” (Destra e Sinistra, Donzelli 1994, pag. 85).
Torniamo ad Alfio Marchini ed alle sue possibilità di successo. Alle ultime elezioni la sua coalizione ottenne il 9,48% dei voti, pari ad 80.000 voti circa delle liste che lo appoggiavano e ben 114.00 allo stesso Marchini candidato sindaco. Si ricordi che solo il 53% degli elettori si recarono alle urne di fronte al 73% delle precedenti comunali.
Quale percentuale toccherà l’astensione nel 2016? Marino ottenne 664.000 voti personali e, tra le liste di appoggio, il PD raccolse il 26% dei voti. Numeri oggi irraggiungibili per il PD. Non molto meglio cio’ che resta di Forza Italia, senza candidati ed indebolita dalle varie scissioni. La Meloni di Fratelli d’Italia non puo’ ripetere l’exploit che porto’ Alemanno al potere.
La sinistra di Sandro Medici, ex giornalista del Manifesto, l’Altra Roma, si fermò ad un miserrimo 2%. I sondaggi oggi danno il Movimento 5 Stelle al 35% circa.
Come insidiare questo primato? I nomi che circolano da parte del PD sono tutti altamente improbabili, vanno dalla Lorenzin a Barca e si connotano per la loro estraneità alla città. La prima per motivi ‘geografici’, sarebbe un’altra marziana che non conosce Roma ed il secondo per la sua distanza intelletttuale dalla Roma popolare e ‘borgatara’. Cio’ che non è Marchini, romano ‘de Roma’, conoscitore della sua città, ben visto dagli ambienti imprenditoriali, capace di parlare al popolo delle periferie ed a quello dei quartieri ‘alti’.
Il nonno comunista di Marchini, Alfio, costrui’ lo storico palazzo del PCI di Botteghe Oscure e lo zio Alvaro, a lungo Presidente della Roma, erano soprannominati ‘Calce e Martello’ ma il Marchini dei nostri giorni dichiara di non aver mai votato PCI ma repubblicano, diversamente dalla cugina Simona Marchini e da sua madre Milly. Simona Marchini, che raggiunse una certa celebrità partecipando alla trasmissione “Quelli della notte” di Renzo Arbore, era a Piazza Montecitorio l’ultimo 30 settembre per la cerimonia funebre per Pietro Ingrao. Era nella piazza, tra il pubblico, e non con le autorità sul palco. Ma, dice il nostro, al momento del voto prevarranno gli affetti familiari.
Allora il bel Ridge, il ‘bellone’ tipico romano, che piace alle donne, riuscirà a mettere in piedi una coalizione che possa ambire alla vittoria?
Sul lato sinistro dello schieramento il panorama è il seguente: impossibilità per il PD di ripetere il risultato della precedente consultazione sia per la mancanza di candidati e sia perchè Marino molto probabilmente schiererà una sua lista accreditata dell’8/9% dai sondaggi. La sinistra fuori del PD presenterà una sua lista comunque (RC, L’altra Europa, SEL tutta o in parte), Sandro Medici lo ha fatto intendere.
A destra anche peggio: la Meloni non vuole accordi con Marchini, Berlusconi invece ha già dichiarato il suo assenso, la Lega nicchia e non si sa se la lista “Noi con Salvini” correrà da sola o in coalizione. Della galassia neo-fascista, per completezza d’informazione, ricordo che essa si presento’ divisa alle precedenti comunali (Casa Pound, Forza Nuova, Fiamma Tricolore).
Allora vediamo perché l’affermazione né di destra né di sinistra ha un suo senso nemmeno più tanto nascosto.
Per battere i 5 Stelle è necessario costruire una grande coalizione con tutti dentro, una lista civica con tutti i principali partiti, dal PD a Forza Italia. E’ quanto propone apertamente Fabrizio Cicchitto, oggi alfiere del Partito della Nazione, che ha dichiarato “a Roma parlare di centrodestra o di centrosinistra significa non capire il dramma che purtroppo la politica sta vivendo in questa città per cui l’unica via d’uscita è una grande lista civica.…l’unica alternativa possibile al M 5 Stelle”.
Un listone che nasconda i simboli dei partiti e che salvi dalla sconfitta i principali rappresentanti politici di partiti in crisi. Fuori dal listone resterebbero Lega e Fratelli d’Italia a destra ed a sinistra una coalizione, Sinistra per Roma, o qualcosa di simile, che candiderebbe Stefano Fassina o Walter Tocci a sindaco di Roma.
Il grande centro che taglia le ali estreme, la Grande Coalizione Nazionale, il partito piglia (quasi) tutti, il Partitone della Nazione. Roma laboratorio di esperienze da ripetere in sede nazionale? Triste epilogo di una intera fase della vita politica italiana. Dal bipartitismo al partito unico, dall’alternanza al regime.
Scenari improbabili? Ipotesi fantapolitiche? Ce lo auguriamo ma, visto quello che succede da alcuni anni con Primi ministri non eletti e con maggioranze trasformistiche che cambiano la Costituzione, ci aspettiamo di tutto e di peggio. Anche l’avverarsi dell’inverosimile.Di certo la vicenda Marino chiude la fase dei sindaci di centro sinistra per manifesta impossibilità di alleanza, soprattutto di SEL, con il PD renziano. Sono enormi le responsabilità della sinistra non omologata, radicale, in sofferenza, che non ha ancora una rappresentanza degna di questo nome.
Vedremo se l’urgenza delle scelte sveglierà dal sonno della ragione i suoi leaders perché lo sappiamo che il sonno della ragione genera mostri.












































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