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alessandrorobecchi

IA. Solo il Papa parla di tecnologia e “necrosfera” che ormai è già qui

di Alessandro Robecchi

Alla fine (o all’inizio, le cose si toccano), dell’intelligenza artificiale si deve occupare il Papa. La politica non se ne occupa, o lo fa solo per vedere quanto può guadagnarci in termini di dominio, l’economia applaude i nuovi clamorosi profitti, i militari festeggiano che qualcuno possa ammazzare senza troppe remore o problemi etici, i lavoratori perdono il lavoro o vengono relegati in nuovi inquadramenti schiavistici, gli scienziati, in maggioranza, collaborano. Su una cosa sono tutti d’accordo: siamo all’inizio, e tra una ventina di anni guarderemo all’intelligenza artificiale di oggi come oggi guardiamo a un telefono grigio con il filo e la rotella per i numeri: preistoria. 

Se qualcosa è possibile tecnicamente, l’uomo lo farà, e i dilemmi morali ed etici verranno dopo – se verranno – ed è stato così per ogni tecnologia dalla scoperta del fuoco in poi. Con moltissime analogie e alcune differenze, tra cui, evidentissima, quella che ad avere in mano le sorti dell’umanità sono oggi una decina di persone – persone fisiche, con nome e cognome – più potenti di qualunque stato nazionale, organizzazione collettiva, istituzione democratica, e quindi senza alcun controllo. Dobbiamo fare i conti, dunque, con una specie di fantascienza reale, effettiva, tangibile, che si svolge qui e ora, non in un ipotetico futuro, non in uno scenario lontano e fantastico, ma nella vita di oggi. I sistemi di guerra gestiti dall’IA valutano quanti civili possono morire in un attacco e accettano la barbarie, decide l’algoritmo, così come l’algoritmo decide le consegne delle nostre pizze portate da uno schiavo in bicicletta, il nostro rendimento sul lavoro, quali contenuti possiamo leggere sui social media e tutto il resto.

Il capitalismo estremo (che è poi il capitalismo tout-court adattato alle possibilità tecnologiche) resta quello che è, un’indefessa azione contro la dignità dell’uomo.Nel 1964 uno scrittore polacco, Stanislaw Lem (quello di Solaris, capolavoro assoluto) pubblicò il romanzo L’invincibile in cui immaginava un pianeta, Regis III, dominato da strane macchine, capaci di ripararsi da sole, di progredire, di imparare, di sconfiggere chiunque le sfidasse, compresi gli umani, ovviamente: un ecosistema non biologico, quindi con l’inestimabile vantaggio tattico di non avere coscienza né freni morali. E’ un grande romanzo e come accade ai grandi romanzi inventò una parola: “necrosfera”, per descrivere quell’inferno di computer, calcoli, algoritmi (ancora non esisteva il termine): qualcosa di simile a un potere divino che era, in realtà, il potere di macchine intelligenti. Sessant’anni dopo (un battito di ciglia), eccoci tutti a guardare la necrosfera che avanza, un po’ increduli, un po’ ammirati, un po’ affascinati da certi processi matematici che sanno di magia, e non ancora spaventati a dovere. Che il profitto di pochi (oggi pochissimi) sia la schiavitù di molti (in prospettiva: quasi tutti) ce lo aveva detto Marx, così come oggi ce lo dice il Papa, speriamo con esiti migliori sul risultato finale, ma è lecito dubitarne. E siccome un sentimento umanissimo è il pessimismo (da cui l’algoritmo è immune), conviene prepararsi al peggio, a una società globale privata di ogni capacità decisionale, dove a decidere tutto è una macchina senza bilanciamenti e contropoteri, costruita e alimentata in gloria di una decina di divinità ultra-miliardarie che ci farà dire di nuovo, tra poco “Socialismo o barbarie” o, se preferite “Socialismo o necrosfera”. Benvenuti su Regis III, nel 1964.

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Comments

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vive Bataille
Tuesday, 02 June 2026 09:25
Totalmente d'accordo.
Sono estremamente preoccupato , non per me , ma per le generazioni che verranno se verranno.
La domanda è perchè si è progettato , lavorato alla costruzione di queste macchine'

Chi ne è proprietario , perchè le vende? Scopi , fini, strategie di vendita, come le possiamo usare, saranno loro a dettare le regole o noi?

Potremo farne a meno o saranno naturalizzate riducendo la nostra autonomia e discrezionalità, compreso la possibilità di immaginare

Le capacità umane saranno totalmente mercificate e inglobate nel sistema macchinico chiuso o il residuo umano le utilizzerà per un altro modo di vivere redistribuendo il tempo per una vita piu' umana? (che poi è stato il dibattito da sempre negli ultimi anni del movimento operaio antagonista , prima che venisse sconfitto e sostituito dai diritti civili e dalla flessibilità...)

Occorre darsi da fare e intervenire politicamente a tutti i livelli su questo argomento , compreso chi progetta e controlla i programmi , non abbiamo piu' tanto tempo a disposizione per piegare o curvare la linea dritta che tendenzialmente sembra già tracciata.
Ultima considerazione:

Ce ne fossero di voci cosi a sinistra o di marxisti , comunisti e tendenzialmente comunardi autorevoli e con la capacità di parlare al mondo come questo Papa.

Se vuoi l'egemonia culturale , devi per forza costruire una politica delle alleanze, e quest'uomo è uno con cui ci si deve confrontare e parlare assolutamente.

Gli altri, i liberisti e liberali i non schierati , i tecno scienziati votati al ottimismo sempre e comunque si fottano , sono i nostri nemici o avversari del inferno prossimo venturo

Ma occorre dirlo a voce alta, senza tregua , tutti i giorni , in ogni luogo, scuola , fabbrica.
Intervenire ovunque su temi dell'A.I. e del transumanesimo è oramai dirimente e strategico, piu' della geo politica o del salario.

E' il nuovo progetto del capitalismo tecno fascista del XXI secolo, ed è transnazionale, come la finanza che lo nutre, compresa la Cina , la Russia e i cosiddetti BRiC residuali al carro di un alternativa che per ora non c'è , se solo sganciata dall'atlantismo americano.

Se vogliamo un alternativa a questo modo di vivere macchinizzato , occorre non solo capirlo, ma criticarlo, usarlo e progettarlo in un altro modo, perchè già una volta siamo stati fottuti con l'informatica negli anni 80 , e abbiamo visto dove siamo finiti, noi comunisti.
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