La fatwa del “marxista scientifico” Brancaccio contro i sovranisti reazionari e piccolo borghesi
di Fabrizio Marchi
Non sono entrato e non entro nel merito della polemica in corso da qualche settimana fra l’economista Emiliano Brancaccio e il filosofo Andrea Zhok – ampliatasi successivamente ad altri economisti e filosofi politici (fra cui il nostro amico Alessandro Visalli, autorevole saggista e filosofo politico, bollato sprezzantemente dal Brancaccio come “confusionario sovranista”) – perché non ho le competenze sufficienti in materia economica, e quindi mi guardo bene dal farlo. Del resto, fra tutti i saccenti i “tuttologi” se la battono con gli “specialisti”, fermo restando che la democrazia (come la dialettica), come uso dire, è il dialogo fra “ignoranti”. Se così non fosse al mondo avrebbe diritto ad esprimere la propria opinione soltanto lo 0,0001 per mille delle persone, forse, e solo nella materia di propria esclusiva competenza.
Non appartenendo né all’una né all’altra categoria, mi limito, comunque, a considerazioni di ordine esclusivamente umano sul “personaggio Brancaccio”, in base alla mia personale percezione, avendo letto tutti i post da lui scritti in risposta alle obiezioni e alle critiche sollevate dai suoi interlocutori (che in realtà lui non considera tali dal momento che si limita sostanzialmente ad insultarli) e diversi stralci, fra i più significativi, del suo “libro dei sogni”, “Libercomunismo”, estrapolati dagli articoli e dalle analisi dei suoi critici, in particolare quella di Visalli (che è entrato nel merito della materia economica, eccome… https://www.linterferenza.info/attpol/intorno-a-emiliano-brancaccio-e-il-libercomunismo/ ), che abbiamo anche pubblicato su L’Interferenza.
Brancaccio è un insopportabile spocchioso, saccente, arrogante(llo), pieno di sé, convinto di possedere quella scienza che gli ha consentito di capire come funziona l’universo e le leggi che lo governano. In realtà – sempre basandomi sugli stralci più significativi del suo libro che ho avuto modo di leggere – nel suo pensiero c’è molto meccanicismo, una buona dose di determinismo, molta, molta “scolastica” marxista buona per tutte le epoche e oltre ogni contesto, spazio e tempo, e infine tanta ideologia “sinistrista-postmodernista-femminista-lgbtqkiaechipiùnehapiùnemetta” appiccicata con il bostik alla sua costruzione ideologica (auto)avvalorata come scientifica. In altre parole è un libro con un sostanziale fondamento religioso, messianico, direi escatologico. Si tratta solo di lasciare che il capitalismo prosegua la sua corsa, anzi è bene lavorare affinchè questa sia la più celere possibile e priva di inciampi, perchè a quel punto all’apice di questo processo storico la rivoluzione proletaria mondiale non potrà che avvenire di fatto meccanicamente, e quindi inevitabilmente. Tutti coloro che nel frattempo in qualche modo si frappongono al suddetto inarrestabile processo magari rivendicando più garanzie, più protezione sociale, più stato, più applicazione della Costituzione (italiana, in questo caso), più sovranità nazionale (bestemmia!!!) da parte degli stati contro il libero scorrazzare del capitalismo transnazionale (e dell’imperialismo), sono dei piccolo borghesi reazionari, corporativi e rossobruni (cioè fascisti) che ostacolano le sorti magnifiche e progressive del processo storico che porteranno inevitabilmente al comunismo, cioè alla fine della storia. In fondo è facile, no? Avvertivamo da tempo, drammaticamente, la mancanza di qualcuno che ci portasse queste perle di novità e di ottimismo, non della volontà ma scientificamente fondate…
Ci vorranno millenni? Non importa, il “nostro” non ha fretta perché ciò che conta è elaborare una teoria critica talmente compatibile e innocua da non disturbare nessuno e che può consentirgli di conquistare quel posto al sole che tanto ritiene di meritare (“E che c…o, con tanti coglioni che fanno carriera, proprio io devo rimanere al palo?”…).
Brancaccio si dichiara comunista ma a mio parere della cultura comunista e socialista non ha nulla. Trasuda boria e alterigia da ogni poro e – sono sempre sensazioni, sia chiaro – a giudicare dall’insistenza e dalla veemenza con cui ripete a piè sospinto i nomi altisonanti del grande salotto della finanza mondiale con cui ha avuto modo di relazionarsi (non dovrebbe essere un particolare merito per un sedicente comunista ma tiremm innanz…) facendosene un vanto, la mia sensazione è che la sua vera e malcelata intenzione sia quella di far fare un salto “quantistico” alla sua carriera. Altro non c’è, a mio avviso.
Tutto già visto. Un tipico rappresentante di quella “sinistra” radicale e pseudo antagonista che ha contribuito a consegnare i ceti popolari alla destra. Prima ce ne liberiamo e meglio sarà per tutti noi, anche per il “processo storico”.












































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