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Notizie sull'operazione speciale condotta dall'esercito russo in Ucraina
Continua a girare questa fiaba derelitta per cui l'aggressione americana all'Iran sarebbe comprensibile e persino utile, avendo come fine uno strangolamento della Cina. Ho addirittura sentito editorialisti spiegare che Trump sta aiutando le partite IVA italiane perché colpisce la "concorrenza sleale" cinese. Ok, giusto per intenderci. La Cina è sicuramente disturbata dalla guerra nel Golfo Persico, lo è per l'approvvigionamento di idrocarburi a basso costo e lo è perché è un grande spazio commerciale che momentaneamente si chiude. Tuttavia la...
Sul Washington Post dell’8 aprile compare un editoriale firmato da Marc A. Thiessen, dal titolo “Iran thinks it has leverage. Here’s how Trump can prove it wrong”, ossia: “L’Iran pensa di avere una leva negoziale. Ecco come Trump può dimostrargli che si sbaglia”. Il pezzo compare su una delle testate più rappresentative dell’establishment americano e Thiessen non è un opinionista qualsiasi. A suo tempo, scriveva i discorsi di Donald Rumsfeld — il superfalco del Pentagono negli anni della guerra in Iraq — e poi quelli di George W. Bush nei...
La questione di chi sia effettivamente al comando tra USA e Israele nell’aggressione americano-sionista all’Iran e al Libano, è basata su un presupposto erroneo, cioè credere ancora che siano i governi o gli Stati a guidare le politiche di un paese. In realtà oggi nell’area euro-americana i veri attori in campo sono le lobby d’affari. Attori non vuol dire decisori, poiché le lobby sono dispositivi automatici e unidirezionali, senza sterzo e retromarcia. Le lobby sono trasversali ai governi e agli Stati, e possono così occupare le...
In Europa, la situazione sta degenerando. Il liberalismo appare superato nell’indifferenza dell’opinione pubblica e dei socialisti europei. L’onorevole Pina Picierno, forte della sua carica di vicepresidente del Parlamento UE, non perde occasione per lanciare strali diffamatori verso i “putiniani” d’Italia, sorretta, all’interno, dal senatore Carlo Calenda e da qualche radicale e “+europeista”. Tra i bersagli favoriti ci sono un’ambasciatrice, un professore universitario e tanti giornalisti che criticano nei loro scritti la politica della...
La guerra dei droni ha fatto saltare l’ultima finzione utile con cui l’Europa ha raccontato a sé stessa il conflitto ucraino. Fino a ieri il continente poteva ancora recitare la parte del sostenitore esterno: aiuti, forniture, addestramento, denaro, sanzioni, intelligence. Oggi quella rappresentazione non regge più. Quando Germania, Regno Unito, Norvegia, Paesi Bassi e adesso anche l’Italia entrano nella produzione congiunta di droni con Kiev, non siamo più davanti a una “guerra per procura” nel senso classico del termine. Siamo davanti a una...
Un manuale d’istruzioni per l’economia di guerra. Così possiamo intendere l’ultimo outlook pubblicato dal Fondo monetario internazionale che dedica due interi capitoli ai risvolti macroeconomici di questi nuovi tempi di ferro e di fuoco. Il Fmi riconosce tardivamente un fatto che già altri avevano segnalato. I conflitti in corso non sono più episodici ma descrivono una tendenza generale: «Il numero di guerre attive è aumentato fino a livelli che non si vedevano dalla fine della seconda guerra mondiale». E al momento non si intravedono...
Questo libro si concentra sulle cause che hanno portato alla depressione economica e finanziaria internazionale e sugli strumenti di cui il governo americano si sta dotando per rispondervi: la guerra. Tra la fine della new economy e la nuova economia di guerra non c'è un semplice legame di causa-effetto, ma un rapporto che è tessuto da molti fili: il passaggio da una forma di produzione di tipo industriale a una di tipo informatico, il ruolo della finanza e delle politiche neoliberali, la proprietà delle risorse mondiali e delle materie...
Diceva Karl Marx che la storia si ripete, prima come tragedia e poi come farsa. Oggi quella formula non è solo un aforisma: è una lente attraverso cui leggere la trasformazione delle democrazie contemporanee, sempre più svuotate e sempre meno capaci di rappresentare il demos. Nel 2019 Volodymyr Zelensky viene portato al potere come volto nuovo, simbolo della lotta alla corruzione, costruito anche attraverso l’immaginario mediatico della serie Servant of the People. Una narrazione perfetta: l’uomo comune che abbatte il sistema. Ma dietro...
“Non interrompere mai un tuo nemico mentre sta commettendo un errore.” Che sia una massima di Napoleone oppure di Sun Tzu, il significato strategico non cambia. Di errori catastrofici l’amministrazione Trump ne sta accumulando a decine, e il ritmo accelera. Neanche il tempo di mordersi la lingua per aver stupidamente attaccato un Papa che se ne stava tranquillo sulle sue – Bergoglio, al suo posto, avrebbe fatto fuoco e fiamme – alienandosi il voto dei cattolici negli Usa e guadagnandosi il disprezzo di quelli del mondo, ed ecco scattare il...
La Nato è ormai ripudiata dal presidente americano Donald Trump: l’Europa ha dunque urgente bisogno di una forte difesa comune autonoma, non più subordinata al bullismo statunitense. Ma l’embrione di una “difesa comune” che attualmente si sta costituendo non è veramente “europea”, cioè federale e centralizzata a Bruxelles: la difesa comune ha invece una forma confederale perché è basata sulla “Unione dei volontari” avviata da Francia, Germania e Gran Bretagna indipendentemente da Bruxelles e dalla Commissione dell’Unione Europea. Lo scontro...
Verrebbe da pensare che il profilo acquiesciente della CGIL sull’industria bellica italiana fosse dettato da una sostanziale scelta “ideologica” sotto il segno dell’amor patrio e dell’”interesse nazionale”. Oltre, ovviamente, alla difesa dei valori democratici europei. Il tutto corroborato da una consolidata e ultra decennale concertazione con il padronato e Confindustria in materia di contratti al ribasso e “buone” relazioni sindacali. Ma è solo questo? In tempi di economia di guerra non è capzioso porsi questa domanda visto lo stretto...
Sono trascorsi trentaquattro giorni dall’inizio della guerra e i dati che emergono dai vari quartieri di ogni città dipingono un quadro orribile e sconvolgente della palese violazione dei principi umanitari. Secondo i rapporti della Mezzaluna Rossa, al 2 aprile, più di 3000 civili sono stati uccisi. Almeno 117.239 unità abitative civili sono state danneggiate. Più di 300 centri sanitari, scuole, strutture della Mezzaluna Rossa e persino diversi elicotteri di soccorso sono stati presi di mira o distrutti. Questi vengono colpiti dalle...
Un esercizio di base che ogni storico dovrebbe fare con sé stesso, per liberarsi dal sovraccarico caotico e disorientante degli eventi del presente, dovrebbe essere quello di mettere distanza, per provare a ripensare ciò che accade ora dalla prospettiva del futuro e conservare solo quelle due o tre cose veramente essenziali per capire, sbarazzandosi dell’inutile zavorra. Ci proviamo. Tra cinquant’anni – poniamo nel 2076, a trecento anni dalla rivoluzione americana – come vedremo la guerra scatenata in questi mesi da Stati Uniti e Israele...
Il nuovo principio strategico è il contrario di quello perseguito da decenni: instabilità al posto di stabilità, insicurezza anziché sicurezza. Si tratta di scelta di necessità, se non di panico, ma ci si può anche guadagnare di più. Vi si affidano i primattori dell’imperialismo come i suoi scherani in periferia. E se a Washington i marosi suscitati dal nuovo approccio di necessità costringono a saltare perigliosamente da zattera a zattera, dalle nostre parti le capriole vedono gli ex militi dello squadrismo trumpista provare a scamparla – il...
Esistono momenti in cui il tempo sembra ripiegarsi su se stesso, come l’Uroboro che si morde la coda: l’aprile del 2026, in Venezuela, non è una semplice ricorrenza del golpe contro Chávez, ma l’eco di quel trauma che si trasforma in scontro presente. Ieri come oggi, l'imperialismo tenta di decapitare la speranza sequestrando il corpo fisico e politico della Rivoluzione. Se nel 2002 lo fece per interposta oligarchia, oggi lo fa calando la maschera e mostrando con arroganza il volto del predatore, colpendo direttamente il Presidente Nicolás...
Tutti giustamente concentrati sui due beni naturali più importanti del Golfo Persico (petrolio e gas), in pochi si sono occupati degli altri settori che sono andati in crisi in appena sei settimane di guerra. Certo, il mercato immobiliare e il turismo hanno ricevuto un po’ di attenzione, ma forse meno di quanto le centinaia di miliardi investiti tra Dubai e le altre capitali locali – oggi praticamente azzerati come valore di scambio – avrebbero meritato. Silenzio assoluto, invece, causa ignoranza (anche nostra, non abbiamo difficoltà ad...
“Il nostro paese non prende parte e non intende prendere parte al conflitto in Iran”. Così ha assicurato la premier Giorgia Meloni intervenendo in Parlamento l’11 marzo scorso. Due giorni dopo è giunto il sigillo del Consiglio Supremo di Difesa presieduto da Sergio Mattarella. “L’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra, come ha ribadito il Presidente del Consiglio”, si legge nel comunicato finale. “Il Parlamento si è già espresso sulle richieste ricevute da parte dei Paesi amici e alleati di assistenza nella loro difesa nonché...
Il festival “Il tempo dei nostri eroi” che si sta tenendo a Bologna in questi due giorni, caratterizzato dalla documentaristica russa e promosso da forze politiche sotto traccia e la stessa RT, ci deve riportare ad alcune considerazioni. Ovviamente l’iniziativa non poteva restare inosservata. E i soliti dem fascisti e frattaglie varie del liberalismo di sinistra si sono adoprate per far intervenire le autorità di polizia appellandosi alla famigerata legge europea che vieta la trasmissione di contenuti russi nei paesi dell’UE. Scalfarotto di...
Il titolo militante di questo libro collettivo trae ispirazione dall’impegno di molti degli autori nella pluridecennale lotta per la difesa della scuola pubblica dall’offensiva neoliberista, ma esso non è solo un testo polemico perché risulta allo stesso tempo un’eccellente introduzione per un non addetto ai lavori desideroso di capire le dinamiche in atto grazie al livello politicamente e culturalmente alto, ma non specialistico, dei contributi e alla varietà degli argomenti trattati. Si passa così da interventi di ordine più generale, che...
Buio e controbuio. Il poker sembra l’unica scuola frequentata dall’amministrazione Trump. In poche ore il tycoon è passato dall’urlo “riaprite lo Stretto, bastardi!” allo strilletto impotente “allora lo chiudo anch’io”. Cambiando peraltro la “narrazione” statunitense sul non accordo nei colloqui di Islamabad (“l’Iran non intende rinunciare a suo programma nucleare”) per spostarla nuovamente sul petrolio, vero cuore pulsante del suo modo di vedere il mondo. Diciamo la verità: è una mezza buona notizia. Ma bisogna spiegarla. Il fallimento della...
Postmodernismo, ovvero La logica culturale del tardo capitalismo di Fredric Jameson è tornato in libreria per Einaudi. Forse la scomparsa del suo autore nel settembre del 2024 ha incoraggiato una ripubblicazione che si aspettava da troppo tempo, dato che la versione uscita per Fazi nel 2007 era ormai fuori mercato. Rispetto a quella prima e già ottima edizione è cambiato poco: la traduzione è rimasta quella di Massimiliano Manganelli, la postfazione di Daniele Giglioli è diventata una prefazione arricchita da un’aggiunta, e in copertina una...
Niente, io la vedo diversamente da quasi tutti i miei amici. 1) C’è questa tendenza a moralizzare e a sentimentalizzare tutto. Così sembra che il problema sia Trump e le sue uscite demenziali. E allora tutti contro Trump, che essere d’accordo su quello è troppo facile. Ma davvero crediamo che con i democratici sarebbe stato meglio? 70.000 palestinesi sono stati uccisi con Trump o con le bombe inviate dai democratici? La guerra in Ucraina chi la ha voluta? La Siria? 2) Trump è davvero mandato dal signore: c’è un bisogno enorme di sentirsi...
Possiamo parlare un attimo del coraggio degli iraniani? Per favore, mi sembra sia qualcosa da ammettere universalmente, anche da parte di sionisti, islamofobi o esportatori netti di democrazia. Questi sono stati uccisi in serie, su appuntamento, testa dopo testa. Poi ecco subito il ricambio, un morto che cammina, uno che sa che sarà il prossimo, e lo vedi tranquillamente camminare in pubblico nei cortei, con gli occhi sorridenti e la barba pettinata, pronto al martirio. Poi muore e ne arriva un altro identico, all'infinito. Ciò che doveva...
Se c’è una dimostrazione non occultabile della sconfitta e conseguente disperazione, è la carneficina allestita da Israele in Libano. Dagli stretti di Hormuz, bloccati per tutti i carnefici e loro scherani, passa vincente la Palestina. Gli accordi Sykes-Picot del 1916, in cui Francia e Regno Unito, frantumando il mondo arabo, si spartirono Medioriente, rotte, ricchezza energetica, accordi consolidati dopo il 1970 dal petrodollaro a garanzia di un flusso perenne, rinnovati nel 2020 da un Accordo Sykes-Picot 2.0 chiamato “Accordi di Abramo”,...
È morto nella notte Romano Luperini, maestro e riferimento per diverse generazioni di studiosi, tra cui la mia. Romano è stato un militante politico, uno storico della letteratura, un docente, uno scrittore, un interlocutore dialettico sempre rigoroso e appassionato, grazie alla sua fiducia, citando uno dei suoi studi più noti, nel “dialogo” e perché no nel “conflitto”. I suoi percorsi attraverso i movimenti e gli autori del moderno e del modernismo, categoria, quest’ultima, di cui ha ridefinito con nettezza critica i contorni, restano...
C’è una lezione che la storia continua a ripetere, ma che troppi fingono di non vedere: con l’imperialismo non si negozia senza pagarne il prezzo. E spesso quel prezzo è la perdita della sovranità, della dignità, dell’indipendenza. Lo dimostra oggi, con drammatica evidenza, quanto sta accadendo all’Iran. La pressione militare e politica esercitata dagli Stati Uniti e dai loro alleati si inserisce in una lunga sequenza storica: chi ha ceduto, chi ha accettato compromessi al ribasso, è stato progressivamente smantellato. Dall’Iraq alla Libia,...
L’attuale situazione della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran suggerisce alcune considerazioni di natura generale. 1) Trump ha clamorosamente perso. Ha scatenato una guerra, insieme al governo israeliano, per tentare di porre argine a una crisi verticale degli Stati Uniti: un debito federale quasi insostenibile e con sempre meno compratori esteri, un debito privato colossale, un dollaro debole e soggetto a una brusca perdita di centralità, una perdurante deindustrializzazione, una bilancia commerciale pesantemente negativa, una...
Quanti padri ha la vittoria referendaria registratasi a ridosso di quest’inizio di primavera? Simbolicamente, in uno con l’immaginario della bella stagione, sembra rifiorire la speranza di una nuova rinascita della gloriosa sinistra istituzionale: è come se si riaprisse la gara del riscatto. Dopo aver arrancato sulle impervie salite, pare che la squadra sia già pronta sulla linea di partenza per l’avvio dell’ultima tappa, al termine della quale sarà definita la redde rationem elettoralistica tra le maglie nere – fino a ieri in fuga al comando...
“Prebende. Sussidi fossili che rallentano la transizione ecologica, aiuti di stato: si sfonda la soglia del 150mld all’anno. Questa ideologia delle “regalie” pubbliche ha aggravato l’arretratezza del nostro sistema produttivo” Dopo la sconfitta referendaria, Giorgia Meloni e il suo governo si presentano in Parlamento in affanno. Le opposizioni intravedono l’occasione di una svolta, ma quale può essere il programma, quali i concreti obiettivi di una possibile alternativa al governo delle destre? Ne discutiamo con Emiliano Brancaccio, docente...
Vi racconto quanto accaduto, perché ha davvero del surreale e finisce per fornirci una diapositiva della tragica situazione – anzitutto cognitiva, e solo dopo politica – in cui ci troviamo. L’ambasciata iraniana in Italia riprende l’estremamente tardivo tweet del nostro ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel quale quest’ultimo parla di “follia”, di “Hiroshima non ci ha insegnato nulla”, e lo riposta con didascalia, in sostanza per dargli ragione, per sottolineare appunto come anche in Europa qualcuno si sia accorto della follia senza...
Il momento è arrivato. Come prevedevano quelle sparute “avanguardie” frettolosamente etichettate come “complottisti” ‒ quei pochi che negli ultimi sei anni hanno avvertito del degrado accelerato delle nostre già da tempo periclitanti “democrazie” ‒ torna il lockdown (vale la pena di ricordare sempre che il termine, un anglicismo convenientemente eufemistico che copre una realtà distopica, corrisponde all’italiano “confinamento” e appartiene al lessico carcerario). Questa volta sarà lockdown energetico, annunciato puntualmente dai tristi...
Se Tel Aviv non riuscirà a far saltare tutto continuando le sue aggressioni al Libano, la guerra illegale di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran si è conclusa con la sconfitta degli aggressori e la vittoria dell’aggredito, dell’Iran. Si tratta di un risultato assai rilevante che segnala e accentua il declino degli Usa e pone le condizioni per un deciso ridimensionamento del ruolo del criminale stato di Israele in Medio Oriente. Dopo questa sconfitta – che il criminale atteggiamento del governo israeliano può solo aggravare – il mondo...
Sullo sfondo degli eventi in Medio Oriente, compreso il terrorismo sionista contro i popoli della regione e con l'attenzione dei media internazionali concentrata sulla situazione energetica di quell'area, passano sott'ombra altre provocazioni terroristiche ai danni di strutture energetiche sul vecchio continente, portate col beneplacito europeista dai nazigolpisti di Kiev, il cui ras sembra agire secondo la formula “tu muori oggi, basta che io muoia domani". Kiev, per quanto si presenti come il “caposaldo del vallo europeo” contro...
Il concetto di ateismo è filosoficamente difficile da maneggiare, poiché per negare l’esistenza di qualcosa occorrerebbe preliminarmente definire quel qualcosa. Insomma, per diventare atei bisognerebbe prima essere teologi. Forse non vale la pena di fare tutto questo sforzo, visto che la religione è anzitutto un fenomeno umano; anzi, un po’ troppo umano. L’inattendibilità umana scredita la religione molto di più della inattendibilità divina, perciò è risultato ancor più velleitario voler sostituire la religione trascendente con una religione...
Con l'insperata tregua mediata dal Pakistan e dalla Cina, Iran e USA si avviano a incamerare un "pareggio" in uno scontro che poteva avere esiti drammatici. Ma pareggio in questo caso non significa che tutto rimarrà come prima; la storia del mondo e ad uno snodo cruciale e questo pareggio cambia per sempre gli equilibri Quando tutto sembrava avviato verso uno sbocco ancora più tragico di quello visto nel corso dell'ultimo mese e mezzo è arrivata la notizia, tanto insperata, quanto attesa: Stati Uniti e Iran hanno accettato una tregua di...
In questo momento lo Stretto di Hormuz è sostanzialmente chiuso mentre per Suez i volumi di transito sono ridotti del 70%. Diventa dunque fondamentale per l’economia globale, a cominciare da quella cinese, il transito attraverso lo Stretto di Malacca, da dove ormai passano quasi tutti i beni provenienti e indirizzati verso l’Asia. La sua chiusura comporterebbe la paralisi della Cina in pochi giorni. Ora tale Stretto è aperto ma per effetto della chiusura degli altri transiti è fortemente congestionato con ritardi di settimane nella consegna...
L’Unione Europea nel 2012 ha messo sotto severe sanzioni l’Iran, seguendo la scia delle sanzioni statunitensi che risalgono alla nascita della Rivoluzione islamica (1979). Le sanzioni includono il divieto di importazione, acquisto e trasporto di petrolio greggio e prodotti petroliferi iraniani. Le motivazioni ufficiali per le sanzioni sono sempre altamente umanitarie: le violazioni dei diritti umani. Dal 2022 l’Unione Europea ha avviato una serie di sanzioni di pesantezza crescente nei confronti della Russia, primo fornitore energetico...
C’è un filo rosso – sottile ma implacabile – che lega il linguaggio apparentemente erratico della politica estera americana contemporanea, la postura strategica della Russia nella guerra d’attrito ucraina, e la crescente tensione sistemica che attraversa le rotte energetiche globali: quel filo è la teoria dei giochi applicata alla geopolitica del collasso. La lezione del professore cinese, esperto di strategie predittive – o, per usare una definizione più aderente alla sua cifra intellettuale, nelle analisi di Jiang Xueqin, una sorta di...
Secondo quanto riportano le principali agenzie di stampa sia occidentali che di parte iraniana, è stato raggiunto un accordo per il cessate il fuoco di due settimane mediato dal Pakistan. Dopo quaranta giorni di conflitto, l’Iran dichiara vittoria. Gli Usa avrebbero accettato tutti e 10 i punti chiave messi da Teheran come condizione irrevocabile per la cessazione delle ostilità: secondo quanto dichiara il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, gli Stati Uniti avrebbero accettato il controllo dell’Iran sullo Stretto di Hormuz, il diritto...
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Felici e sorvegliati
di Carlo Formenti
Le preoccupazioni per l’uso intensivo dei media digitali come strumenti di sorveglianza pervasiva sono aumentate esponenzialmente dopo le rivelazioni della “gola profonda” Edward Snowden sulle pratiche di spionaggio messe in atto dai suoi ex datori di lavoro, la maggiore agenzia di sicurezza Usa, la NSA, ai danni dei cittadini americani e di tutti gli altri Paesi, nonché di capi di stato (anche alleati) e imprese pubbliche e private.
A mano a mano che Snowden rendeva noti nuovi documenti che denunciavano tali pratiche – intercettazioni di conversazioni telefoniche, email e quant’altro – i media sfoderavano gli immancabili riferimenti al romanzo 1984 di Orwell, o al Panopticon di Bentham, utilizzato da Michel Foucault come emblema di una modernità assurta a regno della sorveglianza e del controllo. Ora un libro a quattro mani di David Lyon e Zygmunt Bauman (si tratta di una conversazione a distanza, realizzata attraverso lo scambio di email) dal titolo “Sesto Potere. La sorveglianza nella modernità liquida” (Ed. Laterza) suggerisce una prospettiva diversa.
Lyon, da sempre attento analista dei problemi della sorveglianza, e Bauman, il filosofo che ha sostituito il concetto di “modernità liquida” alla categoria di postmodernità, ribaltano gli scenari orwelliani e foucaultiani di cui sopra ai quali contrappongono quattro tesi di fondo:
1) viviamo in un mondo post panottico in cui le nuove forme di controllo e sorveglianza assumono le caratteristiche tipiche del consumo e dell’intrattenimento;
2) i principali oggetti al centro dell’attenzione dei sistemi di sorveglianza non sono le persone in carne e ossa, bensì i loro “doppi” elettronici, cioè i dati che li riguardano;
3) ciò che più dobbiamo temere non è la fine della privacy e dell’anonimato bensì l’inquadramento in categorie in grado di determinare apriori il nostro futuro di consumatori e cittadini;
4) la costruzione di questa macchina infernale procede con la collaborazione spontanea, se non gioiosa, delle sue vittime. Proverò ora a illustrare le quattro tesi nell’ordine appena enunciato.
Il concetto di Panopticon, argomentano Lyon e Bauman, implicava la concentrazione dei soggetti sottoposti a sorveglianza in determinati luoghi – carceri, fabbriche, scuole, ospedali, ecc. – e sfruttava il “controllo delle anime” come strumento per cambiare comportamenti e motivazioni. Lo sguardo, temuto ma non visto e quindi presunto come costantemente presente, del controllore induce l’autodisciplina di lavoratori, prigionieri, pazienti e allievi che si adeguano alle aspettative del sistema di controllo per non subire sanzioni.
Queste modalità punitive di controllo, osservano gli autori, riguardano ormai esclusivamente le “zone ingestibili” della società come le prigioni e i campi profughi, sono cioè riservate agli esseri umani dichiarati “inutili” ed esclusi nel senso pieno e letterale della parola. Viceversa il nuovo potere globale – che Lyon e Bauman contrappongono al potere politico tradizionale, confinato nel locale – non si esercita erigendo barriere, recinzioni e confini che vengono anzi considerati come ostacoli da superare e aggirare; esso deve poter raggiungere tutti in modo da poterli valutare e giudicare uno per uno e, a tale scopo, si impegna affinché tutti siano motivati a esporsi volontariamente al suo sguardo, a cercarlo avidamente più che a sottrarvisi.
Passiamo alla seconda tesi. Qui Lyon e Bauman riprendono un tema che Stefano Rodotà ha già ampiamente sviscerato negli anni scorsi, analizzando il fenomeno del “doppio elettronico”. La costruzione di veri e propri “duplicati” delle persone è un processo costantemente in atto a partire dai frammenti di dati personali che ognuno di noi fornisce continuamente e quotidianamente al sistema di sorveglianza navigando in rete, usando la carta di credito, frequentando i social media, usando i motori di ricerca ecc.
Ciò di cui non siamo consapevoli è che questi frammenti di dati, estratti per scopi diversi, vengono poi remixati e utilizzati per altri scopi, sfuggendo completamente al nostro controllo (la sorveglianza tende così “a farsi liquida”, dice Bauman riproponendo la sua metafora favorita). Ma soprattutto ciò di cui non ci rendiamo sufficientemente conto è che questa informazione sganciata dal corpo finisce per esercitare un’influenza decisiva sulle nostre opportunità di vita e di lavoro. Il punto è infatti che i nostri duplicati divengono oggetto di analisi statistiche che servono a prevedere comportamenti futuri (Lyon e Bauman citano in merito il film “Minority Report”) e, sulla base di tali previsioni, a incasellarci in determinate categorie di consumatori appetibili o marginali e/o di cittadini buoni cattivi o “pericolosi”.
Siamo così alla terza tesi, la più inquietante, secondo cui la nuova sorveglianza si propone di selezionare le persone allo stesso modo in cui, nei campi di concentramento nazisti, si selezionava chi doveva essere eliminato subito e chi poteva ancora tornare utile. Oggi è sparita la violenza omicida, ma non il principio della classificazione come presupposto di un trattamento differenziale per le diverse categorie di consumatori e cittadini.
Il marketing ci valuta in base ai nostri “profili”, cioè ai nostri precedenti comportamenti di consumo; i sistemi di sicurezza non rivolgono più la loro attenzione ai singoli potenziali malfattori ma alle “categorie sospette” (vedi le disavventure delle persone di origine araba ai controlli negli aeroporti occidentali). Ecco perché la privacy non è più soltanto minacciata, ma diventa addirittura sospetta. Quante volte vi siete sentiti rispondere da qualcuno a cui ponevate il problema “che m’importa tanto non ho nulla da nascondere”? Come dire: se qualcuno tiene troppo alla propria invisibilità è automaticamente sospettato di avere commesso un crimine. Una mentalità che alimenta la tendenza alla delazione: per non essere classificati fra i sospettati, siamo infatti disposti a puntare il dito (o gli occhiali di Google) contro gli altri.
Infine la quarta tesi: esporsi alla sorveglianza è oggi divenuto un gesto spontaneo, se non addirittura gratificante. Se il sorvegliato del Panopticon era ossessionato dall’incubo di non essere mai solo, il nostro incubo è diventato quello di non essere notati da nessuno; quello che vogliamo è non sentirci mai soli. Addestrati dai reality show televisivi e dall’esibizionismo dei social media, i nativi digitali considerano l’esibizione pubblica del privato come una virtù, se non come un dovere; “diventiamo tutti, al tempo stesso, promotori di merci e le merci che promuoviamo”, siamo costantemente impegnati a trasformare noi stessi in una merce vendibile. La seduzione sostituisce la polizia come arma strategica del controllo e ciò non riguarda solo consumi e sicurezza, ma anche la nuova organizzazione del lavoro: i manager si liberano del fardello di gestire e controllare una forza lavoro che ormai si autocontrolla h24 (come le lumache, scrivono Lyon e Bauman, ci portiamo sempre dietro quei Panopticon personali che sono cellulari, smart phone e iPad).
In molti dei concetti del libro di Lyon e Bauman – e soprattutto in quest’ultima tesi della collaborazione volontaria delle vittime – ritrovo quanto io stesso scrivevo qualche anno fa (“Felici e sfruttati”, Ed. Egea). Tuttavia, pur condividendo questi argomenti, non posso fare a meno di provare un certo disagio, perché mi sembra che nell’analisi manchi qualcosa.
Nella loro critica all’idolatria della tecnica risuonano infatti echi dei discorsi di un autore come Jacques Ellul, discorsi in cui l’autonomia della tecnica e la sua capacità di “spersonalizzare” i sistemi di dominio e controllo vengono presentati come assoluti: “la guerra d’indipendenza delle scuri contro i boia, si legge in un passaggio del libro, ormai si è conclusa con la vittoria delle scuri, ormai sono le scuri a scegliere i fini, cioè le teste da tagliare”.
Qui il pensiero corre ai droni e alla loro capacità di “anestetizzare” il senso di colpa di chi li manovra (o, in futuro prossimo, di fare del tutto a meno di manovratori umani); ma per quanto inquietanti ci appaiano simili fenomeni, credo che non andrebbero mai dimenticati i fattori politici ed economici – leggi le relazioni di potere fra dominati e dominanti – che rendono possibili certi sviluppi tecnici e che, quindi, rappresentano l’unico terreno su cui si possa sperare di lottare per cambiare direzione. Altrimenti l’unica speranza di salvezza, come mi pare succeda nell’ultimo capitolo del libro, resta affidata alla fede (è il caso di Lyon) o a un’etica laica (è il caso di Bauman) che rinvia solo a sé stessa.
Enrico Grazzini è giornalista economico, autore di saggi di economia, già consulente strategico di impresa. Collabora e ha collaborato per molti anni a diverse testate, tra cui il Corriere della Sera, MicroMega, il Fatto Quotidiano, Social Europe, le newsletter del Financial Times sulle comunicazioni, il Mondo, Prima Comunicazione. Come consulente aziendale ha operato con primarie società internazionali e nazionali.
Ha pubblicato con Fazi Editore "Il fallimento della Moneta. Banche, Debito e Crisi. Perché bisogna emettere una Moneta Pubblica libera dal debito" (2023). Ha curato ed è co-autore dell'eBook edito da MicroMega: “Per una moneta fiscale gratuita. Come uscire dall'austerità senza spaccare l'euro" ” , 2015. Ha scritto "Manifesto per la Democrazia Economica", Castelvecchi Editore, 2014; “Il bene di tutti. L'economia della condivisione per uscire dalla crisi”, Editori Riuniti, 2011; e “L'economia della conoscenza oltre il capitalismo". Codice Edizione, 2008
Salvatore Minolfi: Le origini della guerra russo-ucraina
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