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ilchimicoscettico

E per qualcuno questa sarebbe "scienza"

di Il Chimico Scettico

I social sono le più grandi finestre sull'umana idiozia che siano mai esistite. E quindi in 5 anni là sopra ho appreso cose che preferivo non sapere, tipo che per qualcuno l'equazione di Dirac è "l'equazione dell'amore" e altre boiate ispirate al non avere la minima idea di cosa sia la meccanica quantistica, però insistere in demenzialità "quantistiche".

Doverosa precisazione: la meccanica quantistica non è solo roba da fisici. Da struttura atomica a legame chimico fino alle spettroscopie atomiche e molecolari la chimica è, quantitativamente, la seconda disciplina, quanto a uso massiccio di meccanica quantistica. Sapevatelo.

Detto questo, arriviamo al principio di indeterminazione di Heisemberg, che è molto banalmente:

Δx Δpx ≥ħ/2

Sarebbe a dire che, per una particella elementare - e ribadisco, particella elementare - l'incertezza statistica sulla sua posizione moltiplicata per l'incertezza statistica sul momento (massa*velocità) non può essere piccola a piacere. Ovvero possiamo conoscere con precisione arbitraria la sua posizione, oppure il suo momento, ma non entrambi. Ed ecco come la cosa viene raccontata sul corriere:

Il principio di indeterminazione di Heisenberg, il fondatore della MQ, premiato con il Nobel per la Fisica nel 1933, afferma che se determiniamo la posizione di una particella, perdiamo informazioni sulla velocità e viceversa. Come dire: lo sperimentatore, scegliendo quale grandezza misurare, «crea» la realtà.

Complimentoni! Vabbè, di sperimentazione in genere ho una qualche esperienza, e nella mia esperienza, che riguarda le trasformazioni della materia in bulk, il fenomeno preesiste all'osservazione dello sperimentatore, Tra parentesi, gli esseri umani sono materia in bulk, con una sua organizzazione tutta particolare, ma materia in bulk. Cioè per niente simili a particelle elementari. Per fare un esempio terra terra, se scagli un uomo a grande velocita contro una fenditura in un muro ottieni un macello sanguinolento, ma nessuna diffrazione. E quanto allo sperimentatore e la particella secondo il corriere, la particella aveva comunque un momento prima che ne fosse misurata la posizione, come aveva una sua traiettoria prima che ne venisse detrminato il momento: la misura non crea realtà, la altera in modo distruttivo, e direi che non c'è niente di più lontano dal concetto di "creare".

Alla faccia di tutto questo:

Il leader quantico è «un creatore di realtà», un innovatore, un agente del cambiamento: è consapevole e olistico; usa con naturalezza la calma, la concentrazione, la creatività; è mosso da gentilezza, bontà e altruismo.

In pratica un santo, ma un tipo molto particolare di santo, San Capitale: San Capitale, prega per noi, San Capitale, guidaci verso vette di fatturato di cui a noi arriveranno solo le briciole.

Ma a quanto pare c'è chi queste meraviglie le compra, sotto forma di corsi di formazione, workshop e altra roba del genere (https://www.quantumleadershipactivism.org/chisiamo.php?lang=ita).

Andrà a finire che si dovranno cambiare le cartelle del buzzword bingo? (https://www.youtube.com/watch?v=cgeLY7CL5IE). Improbabile.

Una nota: in quei cinque anni di presenza social, quanto a "scienza", ho visto entrare in ballo infermiere, veterinari, bancari, gestori di fondi, poltici col diploma di ragioniere, gioiellieri, maestre elementari, logopediste, informatici e programmatori senza laurea etc. etc. etc. E mai una volta che qualcuno avesse risposto alle loro boiate con la risposta più adeguata. Il senso è che se proprio vuoi commentare way above your paygrade beh, il requisito minimo è l'intrinseca inattaccabilità del discorso. Altrimenti la risposta può essere solo una, che purtroppo non è quasi mai stata data: stai nel tuo. Che è esattamente quello che mi è stato ripetuto più volte da soggetti di madornale ignoranza che non avevano alcuna cognizione di cosa fosse "il mio".

nicvvkh

https://www.corriere.it/economia/lavoro/23_maggio_29/ecco-manager-quantico-creatore-realta-grazie-meditazione-9e5f98da-fe41-11ed-a887-b62165246337.shtml
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Comments

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Giulio Bonali
Monday, 12 June 2023 07:51
Infatti questa non é che pessima ideologia irrazionalistica reazionaria.
La quale spesso, pur essendo ben altra cosa, "accompagna per così dire parassitariamente" la scienza ed é propalata nei "commenti filosofici" alle questioni e alle teorie scientifiche (nella fattispecie quella dell' indeterminismo quantistico) perfino nell' ambito di scritti propriamente scientifici, per non parlare di quelli divulgativi (Bohr e lo stesso Heisenberg ne hanno spacciata in abbondanza, e con grande successo; e non a caso, data la sua funzionalità agli assetti sociali dominanti capitalistici "in avanzato stato di putrefazione" e al loro mantenimento).
Ma non é tipica dei soli scienziati e filosofi smaccatamente irrazionalisti, bensì anche di scientisti e positivisti più o meno "vetero" (la "vetustà" non é monopolio solo di noi -parlo per me e per chi la pensa come me- "vetero"-comunisti).
Il motivo più "prossimo" e concreto (quello più remoto e astratto essendo il fatto che tendenzialmente le idee dominanti sono le idee delle classi dominanti) l' aveva già ben capito il vecchio Engels quasi un secolo e mezzo fa:

«Gli scienziati credono di liberarsi dalla filosofia ignorandola o insultandola. Ma poiché senza pensiero non vanno avanti e per pensare hanno bisogno di determinazioni di pensiero e accolgono però queste categorie, senza accorgersene, dal senso comune delle cosiddette persone colte dominato dai residui di una filosofia da gran tempo tramontata, o da quel po’ di filosofia che hanno ascoltato obbligatoriamente all’università, o dalla lettura acritica e asistematica di scritti filosofici di ogni specie, non sono affatto meno schiavi della filosofia, ma lo sono il più delle volte purtroppo della peggiore; e quelli che insultano di più la filosofia sono schiavi proprio dei peggiori residui volgarizzati della peggiore filosofia».

Friedrich Engels, Dialettica della natura, Roma 1955, p. 203.
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Mario M
Saturday, 10 June 2023 14:49
In presenza di transizioni improvvise oggi va di moda dire che si è in presenza di fenomeni quantistici. Ma sono gli stessi fisici che hanno prodotto questa confusione: hanno trasferito le loro indeterminazioni teoriche al livello del linguaggio quotidiano.

E poi anche i biologi con i loro antigeni e anticorpi che non spiegano nulla, ma contribuiscono alla confusione.
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