Aggressione all'Iran di Usa e Israele. La prima reazione ufficiale della Cina
di Redazione
Pechino chiede la fine immediata delle ostilità e il ritorno al dialogo, sottolineando che "la sovranità nazionale, la sicurezza e l'integrità territoriale dell'Iran devono essere rispettate".
Il Ministero degli Affari Esteri cinese ha espresso oggi la sua profonda preoccupazione per gli attacchi militari condotti da Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
In una nota ufficiale, il portavoce del Ministero ha dichiarato che "la Cina è molto preoccupata per l'attacco militare di Stati Uniti e Israele contro l'Iran", ribadendo un principio cardine della politica estera cinese: "la sovranità nazionale, la sicurezza e l'integrità territoriale dell'Iran devono essere rispettate".
Un appello alla de-escalation e al dialogo
Nel suo comunicato, Pechino ha lanciato un appello alla comunità internazionale, chiedendo "la cessazione immediata delle azioni militari" per "evitare un ulteriore inasprimento delle tensioni". Il portavoce ha inoltre sottolineato l'urgenza di "riprendere il dialogo e i negoziati" come unica via per "mantenere la pace e la stabilità in Medio Oriente".
Le dichiarazioni di Pechino giungono in un momento di grave crisi. Nelle prime ore di sabato, il Ministero della Difesa israeliano aveva comunicato il lancio di un attacco "preventivo" contro la Repubblica Islamica, con l'obiettivo dichiarato di "eliminare le minacce allo Stato di Israele". Successivamente, il presidente americano Donald Trump ha confermato il coinvolgimento delle forze armate statunitensi nell'operazione.
All'offensiva congiunta è seguita una rapida rappresaglia da parte dell'Iran, che ha lanciato attacchi missilistici non solo contro Israele, ma anche contro diverse basi statunitensi in Medio Oriente. Esplosioni e allarmi sono stati segnalati in Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita, paesi che ospitano installazioni militari americane.
Teheran aveva precedentemente avvertito che qualsiasi azione militare contro di essa "sarebbe stata considerata l'inizio di una guerra", ribadendo la piena prontezza delle sue forze armate a rispondere "in modo immediato e deciso a qualsiasi aggressione".









































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