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orizzonte48

Il consenso logora chi non ce l'ha

Specialmente se non ha (più) idea di come ottenerlo

di Quarantotto

the war il pianeta delle scimmie 9211661. In un articolo intitolato significativamente "Il partito democratico rimane sull'orlo del collasso", Zero Hedge cita Bloomberg in un passaggio che mi pare riassuma il punto fondamentale:

"Un presidente come Donald Trump che ha i sondaggi di gradimento storicamente più sfavorevoli, può almeno consolarsi per questo: Hillary Clinton sta facendo peggio.

La rivale democratica del 2016 è vista con favore solo dal 39 percento degli Americani nell'ultimo Bloomberg National Poll, due punti sotto allo stesso Presidente in carica! Si registra così il secondo peggior indice di gradimento per la Clinton da quando viene seguita da questo tipo di sondaggio nel settembre 2009.

La ex segretaria di Stato era sempre stata una figura controversa, ma questa inchiesta mostra che ha addirittura perso di popolarità tra quelli che l'avevano votata a Novembre.

Più di un quinto dei votanti per la Clinton affermano di avere una visione negativa di lei. Per fare un paragone, solo l'8 percento dei probabili votanti per lei dichiaravano di sentiri così nel sondaggio finale di Bloomberg prima delle elezioni, mentre solo il 6 percento dei votanti per Trump asseriscono ora di valutarlo in modo sfavorevole.

Nel rimpianto diffuso tra i democratici su come si sarebbe meglio potuto contrapporsi a Trump e ai Repubblicani, nel 2018 e oltre, è sempre più diffusa l'opinione che sarebbe stato meglio che le primarie fossero state vinte da Bernie Sanders, perché la Clinton non è mai stata gradita ed è stata votata solo come "male minore".

Segue un'intervista da International Business ad una delle Pussy Riots, la Tolokonnikova, imprigionate da Putin per "essersi opposte al regime" che realisticamente ammette che nel popolo russo si è creata una diffusa connessione tra gli anni '90 e la democrazia come impoverimento e assoggettamento alla shock economy neo-liberista, laddove Putin può legittimamente affermare: "Almeno io posso darvi stabilità e protezione. Volete tornare alle riforme neo-liberiste introdotte da Boris Yeltsin? E la gente risponde di no".

L'intervista conclude con l'affermazione della Tolokonnikova circa l'ipocrisia delle "democrazie occidentali" che non sono seconde a nessuno in fatto di repressione e imprigionamenti, autoinvestendosi del ruolo di impero mondiale e di poliziotti del mondo.

 

2. Ora, il malcontento, profondo, crescente e inarrestabile che accomuna le masse del mondo occidentale è fenomeno che abbiamo già registrato e scandagliato più volte: ne ha parlato Wolf, saggiamente prima delle elezioni presidenziali USA, cercando invano di mettere le mani avanti; ne ha riparlato, sempre obtorto collo, e additando una deriva che andrebbe prevenuta nell'interesse delle stesse elites, Anne-Marie Slaughter (cognome non troppo rassicurante dato l'argomento...), sul FT ripresa in questo post.

2.1. Ve lo cito nella sua parte essenziale, perché è importante ribadire la premessa su "come ci vedono gli USA", e quindi, su come ci collocano acriticamente e inerzialmente all'interno del disegno mondialista, in un modo che nessuna dirigenza politica italiana pare in grado più di smentire e correggere, per impedire errori di prospettiva, molto pratici, ad entrambe le parti interessate:

"Abbiamo più volte detto che gli USA costituiscono il paese che anticipa al suo interno le tendenze politiche che, successivamente, si estenderanno al resto dell'Occidente (cfr; per una formulazione estesa di questo fenomeno di induzione e retroazione tra USA ed €uropa, e per le sue implicazioni, qui, par.V-VIII).

Ripetiamo, per l'ennesima volta: una globalizzazione istituzionale non è altro che una gigantesca Ghost Institution, cioè una costituzione materiale transnazionale che svuota quelle formali, sovrane, dei singoli Stati, senza che i rispettivi popoli sovrani se ne accorgano.

Di fatto, le regole del diritto internazionale privatizzato impongono, a nostra insaputa, una democrazia idraulica governata dall'ordine internazionale dei mercati, e dunque, il voto o va come "deve" andare o questo "ordine dei mercati" scatena uno "stato di eccezione" tale da ripristinare il proprio stretto controllo istituzionale.

...Per l'Italia, in particolare, c'è un'idea ossessiva di base che proviene dagli ambienti USA "che contano", e che viene accolta acriticamente e fanaticamente dai vari tecnocrati €uropeisti, tedeschi, francesi o, in modo ancor più rigido, italiani:

"l'Italia continua ad essere vista come un paese socialistoide-anarcoide gravato da un marchio irreversibile di pelandroneria dei suoi lavoratori e di "levantinismo", corrotto e sprecone, della sua classe politica, al più macchiavellica, volendo l'analista USA nobilitare il luogocomune utilizzato; un marchio appena mitigato dal riconoscimento della creatività dei suoi imprenditori, accettabile però se predicata come settoriale e, possibilmente, delocalizzatrice da un lato, e aperta agli IDE, cioè all'acquisizione estera, dall'altro.

Alan Friedman e Luttwak, probabilmente i più ascoltati commentatori ufficiali delle cose italiane, esprimono questa visione, immutata da decenni, avendo spazi mediatico-televisivi praticamente illimitati e, specialmente, incontrastati (più il primo dei due, in verità), allo scopo di radicare il frame dell'autorazzismo (nei nostri pedissequi commentatori autoctoni): questa etichettatura ossessiva agisce efficacemente come un "mantra", accuratamente svincolato dai dati economici relativi persino alla struttura dell'offerta italiana ed al suo effettivo mercato del lavoro, ammettendo piccolissime varianti".

2.2. Ed appunto (p.4):

"Essendo questo quadro immutabile, almeno nel panorama delle "risorse culturali" italiane, la cosa beffarda è che "le riforme" che gli USA e l'€uropa vogliono ossessivamente imporre all'Italia, non solo quest'ultima le ha già introdotte in grandissima parte, ma lo ha fatto molto più di quanto non sia accaduto negli stessi Stati Uniti!

Ma questi ultimi, in verità, sono partiti avvantaggiati; non mi riferisco all'esorbitante privilegio del dollaro, sorretto da portaerei e sommergibili con testate nucleari multiple.

Mi riferisco alla loro Costituzione federalista, che ha da sempre consentito loro di riformare a piacimento il mercato del lavoro e di ridurre il welfare al concetto di beneficenza sedativa delle possibili "sollevazioni" delle masse impoverite, tipico della tradizione anglosassone: una sedazione neppure ben riuscita, come evidenziano fin troppi fatti di cronaca."

2.3. Solo che negli USA sono arrivati a questa autovalutazione della situazione socio-politica (pp.5-7):

"La Slaughter, data anche la natura ideologica del think tank che presiede, - dato che poche cose sono precisamente connotate dal punto di vista ideologico quanto la tecnocrazia globale e implicitamente mercatista-, non si accorge di un effetto che, a rigor di logica, risulta quasi comico: e cioè che, tranne che per la prima "fazione" (labour/left), le restanti elencate da Drutman rappresentano varie forme di neo-liberismo, più o meno orientate ad attribuire allo Stato americano un ruolo di mero guardiano notturno ovvero, nel caso opposto (clintoniani e repubblicani tradizionali) di attivo propagatore di regole e istituzioni intese a condizionare e sottomettere le altre aree del mondo.

Tuttavia, - ed è questo il punto interessante (forse motivato dal diretto interesse a promuovere un "terzo partito"...) -, la Slaughter ne fa poi discendere una serie di quesiti quasi stupefacenti:

"Nessun partito ha le risposte alle grandi domande che pone l'elettorato.

Cosa accadrà dell'occupazione?

Come potranno sopravvivere gli invecchiati baby boomers al collasso del tradizionale sistema pensionistico?

Come potrà sopravvivere il sistema di benefici USA, fondato sulla contribuzione a carico dei dipendenti, alle schiere velocemente in aumento dei lavoratori part-time e "autonomi" (free-lance)?

Come potranno sopravvivere le famiglie al collasso delle retribuzioni della middle class?"

La risposta della Slaughter si aggira sull'esigenza del superamento del bipartitismo attraverso svariate possibili riforme "costituzionali", di tipo elettorale, nei singoli Stati, che consentirebbero di superare la scelta limitata dei rappresentanti eleggibili nelle varie circoscrizioni, oggi monopolizzata dai due principali partiti. Conscia della estrema complicatezza di tali sistemi e dei quesiti referendari che ne deriverebbero, finisce per auspicare che sia

"prima creato un terzo partito e poi siano convinti gli elettori che sia possibile mettere da parte gli altri partiti" (divenuti incapaci di dare risposte).

Ma rimane di fondo che quei quesiti, riportati sul Financial Times, indicano che anche nei think tank "che accettano la sfida delle nuove tecnologie e del global gender" (per capirsi), si comprende che l'epoca in cui si possa solo parlare di "riforme" e di misure supply side è al tramonto."

 

3. Raccordiamo la già segnalata capacità anticipatoria delle tendenze USA rispetto agli sviluppi che poi si propagheranno al resto della parte occidentale dell'Impero.

Le prossime elezioni in Italia, - se volessimo prendere per passabilmente realistico questo parallelismo, temporalmente sfalsato, con le vicende USA-, risulteranno perciò "interlocutorie" e non faranno emergere una coscienza diffusa, almeno nella parte preponderante dell'offerta politica, delle misure politico-economiche ormai indispensabili non tanto per far tornare l'Italia su un'effettiva (e non propagandistica) traiettoria di crescita, quanto per poter conservare, esse forze politiche, il consenso e non dover saturare l'elettorato di falsi slogan che costituiscono l'ultima linea di resistenza cosmetica della linea €uropeista delle "riforme strutturali": una linea che vanifica e svuota di ogni senso l'espressione del voto.

Al punto che le (forse) prossime elezioni italiane, ben possono divenire una clamoroso casus (belli) di rinvio sine die del voto, ovvero, in una ben triste alternativa, cioè ad elezioni espletate sulla base delle premesse sopra svolte, di esperimento di definitiva istituzionalizzazione del governo dell'ordine internazionale dei mercati, condotto in nome de L€uropa (che ne è il più grande profeta di tutti i tempi...), in modo da vanificare strutturalmente il processo elettorale.

 

4. Si perderanno dunque, nella migliore delle ipotesi, altri 5 anni che, obiettivamente, potrebbero essere definitivamente esiziali, per le sorti della democrazia e del benessere del popolo italiano?

Per ora, la risposta è in senso tragicamente positivo.

Troppe inerzie, riproduttive delle esatte dinamiche del passato, da cui è esigenza assoluta distaccarsi, e troppa devastazione delle "risorse culturali", sono di ostacolo alla immediata capacità di autocorrezione sistemica. Appunto, esattamente come è accaduto negli USA.

Facciamo una rilevazione che la dice lunga dal panorama offerta da Dagospia e, pur dovendo in qualche modo mitigare il pessimismo, la constatazione diventa inevitabile:

GENTILONI NEL CUL DE SAC – A SETTEMBRE 'ER MOVIOLA' DEVE APPROVARE LO “IUS SOLI” IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE SICILIANA ED ALFANO NON LO VOTA. RISCHIA COSI’ DI NON AVERE I VOTI NEMMENO SULLA FINANZIARIA – ARRIVA IL SOCCORSO AZZURRO DI NONNO SILVIO?

I MIGRANTI COME IL PROTEZIONISMO CHE FECE RICCO AL CAPONE – IL TRAFFICO DI UOMINI RENDE AI TRAFFICANTI UN FATTURATO DA 400 MILIONI ALL’ANNO – UN PASSAGGIO COSTA DAGLI 800 AI 3.700 EURO

AD OGNI LEVAR DEL SOLE… NASCE UNA SOCIETA’ PUBBLICA – SONO QUASI 9 MILA E DANNO LAVORO A 800 MILA PERSONE. SPESSO HANNO SOLO DIRIGENTI – IN PERCENTUALE CON GLI ABITANTI, IL RECORD VA ALLA VAL D’AOSTA. IL 18,7% SONO “SCATOLE VUOTE”, CIOE’ STIPENDIFICI E VEICOLO DI CLIENTELE POLITICHE

IL DOPPIO GIOCO DI CENTO SENATORI – SUPPORTANO IL GOVERNO MA GUARDANO AL BANANA PER UN POSTO IN LISTA - D’ANNA (VERDINI): “NON CI TORNO CON IL CAV. SIAMO SCAPPATI DA QUELLA SATRAPIA, A PRENDERE ORDINI DALLA PASCALE” – GHEDINI E ROMANI DIVERTITI DALL’ATTEGGIAMENTO DI QUAGLIARELLO

 

5. Tutti gli argomenti di questi significativi articoli, - significativi per il loro "taglio"- sono stati da anni affrontati su questo blog: saperli comprendere criticamente rimane una prerogativa assolutamente "elitaria", cioè culturalmente ristretta ad una community che è dotata dei mezzi cognitivi per decifrare le reali dinamiche che questi fatti sottendono: es; per le società pubbliche e il contesto €uro-mercatista di gestione del pubblico interesse (rilettura fortemente consigliata), ovvero per la questione del mercato del lavoro e dell'immigrazione o, ancora, dell'indifferenza verso i veri ideatori e beneficiari dell'apertura mondialista del mercato stesso, colpendosi soltanto i vari livelli esecutivi del "traffico".

Il livore disinformato domina e spadroneggia, a cominciare dal saper affrontare le cause effettive della deriva della burocrazia pubblica, senza nulla risparmiarci, ormai da decenni e decenni, su paradigmi che portano ad alternative inaccettabili e sulle quali non possiamo che riprodurre un ormai "antico" richiamo, sperando che ora, nell'ora che decide senza più possibilità di errore, le sorti della nostra Nazione, democratica e fondata sul lavoro, ci sia qualcuno che ascolti. Troppo poco? Certamente...lo shock esterno troverà le soluzioni. Incontrollabili e inevitabilmente disfunzionali:

"Il pericolo che incombe sull'Italia, è la nefasta alternativa tra:

a) prosecuzione nell'euro della distruzione sistematica del nostro sistema industriale e del nostro futuro;

b) prosecuzione senza euro delle politiche deflazioniste neo-classiche basate sulla dottrina della banca centrale indipendente, che predicano la riduzione dello Stato e della spesa pubblica per un mercato del lavoro a disoccupazione intenzionalmente tenuta ad alti livelli, con la prospettiva dela privatizzazione di sistema sanitario e pensionistico;

c) tentativo di instaurare una nuova versione, (non più europeo-centrica e direttamente "Von Hayek"), della limitazione dello Stato nel suo disegno costituzionale, in favore della "decrescita felice", come paradigma planetario guidato da abili campagne multimediali di informazione "interessata".

Questo disegno, non affatto avvertito, conduce alla strutturale dipendenza da tecnologie straniere che colonizzerebbero un territorio nazionale a cui verrebbero riservate le versioni B o C, dato l'impoverimento della ricerca e della capacità industriale nazionali, irreversibilmente declinate, e quindi incapaci di assimilare tempestivamente i nuovi orizzonti tecnologici, mediante un adeguato livello di investimenti, pubblici e privati; cioè, volti già ora all'innovazione, alla ricerca e all'applicazione in dimensioni adeguate al nostro livello demografico.

Per questo occorre vigilare: perchè la soluzione c'è già. Ed è il modello economico e sociale delineato dalla nostra Costituzione. Che non può essere messa da parte criticandone questa o quella clausola episodica in materia di istituzioni parlamentari o di meccanismi di governo. Queste clausole appaiono problematiche solo come conseguenza patologica di un sistema economico alterato e di una classe politica globalmente incapace di rendersene conto.

Le geometrie istituzionali assumono un peso esasperato solo se la sostanza degli interessi perseguiti in Costituzione (i "contenuti") scompare dal dibattito tra le forze partitiche che dovrebbero esprimere un indirizzo politico conforme alla stessa Costituzione.

Perciò vigiliamo e non facciamoci ingannare dal gioco dei 4 cantoni di una politica asfittica e incapace".

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