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nicomaccentelli

Il significato di questo 9 maggio

di Nico Maccentelli

4BF79B2F00000578 0 image a 59 1525784793735.jpgL’80° anniversario della vittoria sovietica e dell’intera Europa (1) sul nazifascismo è carico di un grande significato.

Non è tanto perché da ogni parte, come dalle cazzate di falsificatori seriali alla Rampini (2) sull’inesistente complicità tra Stalin e Hitler all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, alla consacrazione postuma dell’8 maggio voluta da Trump, alla presenza dei governi guerrafondai a Kiev in concomitanza con la parata di Mosca, si è cercato con la propaganda di azzerare il valore di questa ricorrenza. E non sono stati neppure i divieti dei governi dell’UE di far sorvolare l’aereo presidenziale del premier slovacco Fico, fatto grave mai accaduto neppure nei peggiori momenti bellici, a riuscire in questa misera e patetica operazione.

Il significato di fondo risiede nel dato di fatto che a Mosca è convenuta una miriade di capi di stato da tutto il mondo (3), che rappresentano la maggioranza dei popoli e dei paesi che vogliono andare oltre l’unipolarismo suprematista dominante e oggi in progressivo e rapido declino.

Manifestare per questo, come sta accadendo un po’ in tutto il nostro paese (4) esprime anche da noi questo desiderio che deve inverarsi come progetto politico concreto e operante. Ciò non significa aderire a uno specifico modello socio-economico o a un dato sistema politico. Solo dei nemici di classe con tutta la loro propagandistica e demagogica mala fede possono inquadrare questo fenomeno politico come “putinismo”. Così come fecero con il Covid-19 criminalizzando come “novax” chiunque rivendicava la libertà del proprio corpo e si opponeva al ricatto discriminatorio della grande galera in tutto il paese scandita dall’inutile green pass.

L’Occidente procede alla distruzione della sua stessa democrazia liberale per emergenze e laboratori di controllo sociale, sorveglianza, imposizione dei suoi TINA capitalistici. Eppure non è difficile capire dove risieda il nuovo fascismo e con quali nuove forme si esprima per essere quello che è sempre storicamente: la faccia più repressiva e bestiale del dominio classista delle forze del capitale sulle classi subalterne.

Sarebbe dottrinarismo demenziale pseudo-marxista non vedere la gravità dell’annullamento delle elezioni in Romania (5) come attacco ai principi cardine della democrazia liberale, uscita in Europa dal secondo dopoguerra del secolo scorso. Molto eloquente è ciò che propone Calenda (6), il volto più osceno del liberalismo autoritario europeista: una legge liberticida spacciata per “scudo democratico” contro influenze straniere, in realtà una modalità per stroncare ogni opposizione politica e sociale non gradita agli euroburocrati e ai loro lacchè. Così come non vedere l’attacco a Visione Tv e a Byoblu (7) fatto dalla Picierno vicepresidente del Parlamento Europeo (8), che evidentemente come hobby ha quello di individuare e attaccare d’imperio ogni espressione informativa non consona ai dettami euro-atlantisti.

Occorre che i compagni escano dall’autoreferenzialità dogmatica legata a vecchie visioni politiche e sociali, per costruire nuove alleanze, al di là degli schemi destra-sinistra che vengono utilizzati dalla controparte per tenerci legati ad altrettante vecchie quanto utili per loro configurazioni politiche e inciuci. Almeno quelli che non farneticano di “resistenza ucraina” e non considerano il PD un partito progressista con cui inciuciarsi come fanno certi cespugli dei dem, o certi centrosocialari, che fanno tanto gli antagonisti ma in convenzione con le giunte dem. Tutti appassionatamente insieme nel ripetere la litania del rossobrunismo, ma sono i primi a esserlo rossobruni, nel sostegno ai banderisti ucraini del regime Zelensky, un presidente per altro decaduto di un paese ideologicamente e politicamente nazista. Una sinistra sapientemente diversificata alla bisogna, fatta di agenti posizionati nei target group di riferimento assegnati loro, per far avanzare l’ucrainizzazione delle società occidentali che fa molto croce uncinata fucsia con stelle UE, tra bandiere palestinesi e attività di adesione attiva all’estrema destra israeliana. Infatti, se invece del singolo albero guardiamo la foresta, direi che siamo in presenza di un bosco schizofrenico, ma che in realtà ha la sua logica: la stessa delle rivoluzioni colorate e della strategia del caos. Si utilizzano temi sociali e civili per servire il re di Prussia.

Il sostegno a strumenti di comunicazione alternativi e a realtà della società civile non necessariamente di sinistra è il riflesso di una società complessa che presupporrebbe un’analisi della composizione sociale e di classe all’altezza dei tempi e che fosse realmente analisi concreta della situazione concreta.

Il 9 maggio ci sta dicendo di andare oltre nella comprensione di chi siano i nostri e di chi sia il vero nemico che ci sta portando a passi da gigante a una guerra continentale. Comprendere che l’esperimento di gabbia sociale degli ultimi 5 anni è precisamente funzionale a questa guerra. La guerra presuppone un’adeguata forma di fascismo.

Sbaglieremmo se vedessimo il 9 maggio come una mera se pur sacrosanta celebrazione del nostro antifascismo più puro e immarcescibile. Perché ciò non basta. Occorre la consapevolezza che oggi questi valori di pace, uguaglianza sociale, fratellanza tra i popoli, internazionalismo, sono minati dai conduttori stessi di un sistema che sta trasformandosi in una macchina bellica. La consapevolezza di essere opposizione a tutto questo, deve legarsi a quella di andare a posizionarsi nel fronte internazionale che si sta orientando al multipolarismo.

Non è una questione di modelli economico-sociali, se non quella di una grande linea di demarcazione che si articola in tre punti essenziali:

Il superamento dell’era imperialista, coloniale e neocoloniale, suprematista dell’Occidente “caput mundi”. Per un mondo di cooperazione egualitaria tra popoli e paesi.

La centralità della politica sull’economia intesa come centralità del comune, dello stato come espressione degli interessi, dei bisogni e delle aspirazioni della maggioranza della società; e su questo si sviluppa la pianificazione di un’economia non più asservita agli interessi di pochi circoli finanziari e di multinazionali.


Il forte legame tra la rinascita della nazione scevra dalla vecchia dominazione e l’internazionalismo popolare e proletario, ossia tra l’autodeterminazione dei popoli e il declino del dominio imperialista, poiché ogni liberazione rafforza il campo anticoloniale e antimperialista ed è un colpo ben assestato all’imperialismo.

Queste sono anche le tre premesse per una lotta di classe al socialismo, ne determinano i tempi e i modi della sua transizione.

Pertanto la scelta di campo per il multipolarismo e il sostegno alla sua espressione politica ed economico più compiuta e progettualmente fattuale, ossia i BRICS, deve essere ben chiara.

Per concludere, ho citato prima la Palestina: se si fanno anche mille manifestazioni senza schierarsi seriamente contro l’imperialismo e per il multipolarismo, queste serviranno solo ad attirare massa per gli stessi che sostengono in armi e politiche di collaborazione i nazi sionisti genocidi.

Alle oligarchie neocom e dem, quelle dominanti sono tutte di sinistra, non gliene frega nulla delle tue manifestazioni. L’importante è che non diventi un bullone nell’ingranaggio della guerra imperialista e della macelleria neoliberale delle politiche di guerra interna ed esterna contro le classi subalterne e i popoli.


NOTE
1. Il 9 maggio 1945 è una data storica fondamentale per l’Europa: segna la fine della Seconda guerra mondiale in Europa, con la resa incondizionata della Germania nazista all’Unione Sovietica e agli Alleati.
2. Federico Rampini sostiene corbellerie tipo: che il maggior tributo nella seconda guerra l’abbiano dato gli alleati, a fronte invece degli oltre 28 milioni di morti tra i cittadini e i soldati sovietici, e che la Germania di Hitler si sarebbe alleata con l’URSS di Stalin prendendo a pretesto il patto Molotov Von Ribbentrop, dopo che l’URSS ha cercato diverse volte un sodalizio con le democrazie liberali in funzione anti-nazista nonostante le loro politiche di aggressione al paese sovietico sin dalla guerra civile contro le armate bianche sin dal 1919-20 fino al 1923. Il prof. Barbero spiega molto bene le ragioni del patto Molotov Von Ribbentrop (https://www.youtube.com/watch?v=hwjmY0Z1PEA)
3. “Putin isolato” fa ridere i polli. Basta soltanto vedere questi 10 minuti di video (https://www.youtube.com/watch?v=VAs1L0I7xIc) per vedere la presenza dei maggiori leader mondiali, non solo dei BRICS.
4. Ieri e oggi, per fare un esempio, abbiamo manifestato al sacrario e al monumento dei caduti a Casalecchio di Reno. E oggi persino con i Gonfaloni del Comune. Il che la dice lunga dei malumori persino dentro il PD, considerando come si esprime un Comune amministrato dai dem che riconosce una manifestazione organizzata dal Comitato Ucraina Antifascista, Belarus e la “famigerata” RER Assocazione Culturale Russia Emilia Romagna, oggetto della censura a opera della junta Lepore a Villa Paradiso per aver organizzato l’iniziativa sulla lunga amicizia tra Russia e Corea del Nord. Per quanto tempo ancora i piddini si gestiranno l’anatra zoppa della UE stile nazi and warfare della Bomber Leyen e della Javelin-Kallas?
5. Qui Calin Georgescu (https://www.youtube.com/watch?v=v4It-5_RcnQ) l’ex candidato vincente le le elezioni rumene poi annullate con scuse risibili e spudoratamente a opera di agenti al soldo degli euro-atlantisti, spiega molto bene quanto accaduto. Inoltre qui abbiamo l’analisi su Ottolina TV dell’esito successivo (https://www.youtube.com/watch?v=i_QIlsV9xFQ): non si va contro la volontà popolare!
6. Qui l’Opinione (https://opinione.it/politica/2025/03/14/salvatore-di-bartolo-democrazia-sorvegliata-carlo-calenda-proposta-legge/) lo spiega molto bene.
7) Due attacchi alla libera informazione condotti rispettivamente a Visione Tv e a Byoblu, due canali indipendenti: uno su digitale (canale 262) e l’altro web tv. Nel primo caso su Linkiesta, Massimiliano Coccia, compagno della vicepresidente del Parlamento Europeo, anticipava come notizia ciò che poi è regolamente avvenuto: la chiusura del conto corrente di Visione Tv a opera di Banca Intesa. Su l’Indipendente il resoconto (https://www.lindipendente.online/2025/02/15/intesa-sanpaolo-chiude-il-conto-di-visione-tv-lemittente-accusata-di-filoputinismo/). Nel secondo caso, col pretesto di aver intervistato in remoto il giornalista russo Vladimir Solov’ëv, la sempre “stranamente” presente Pina Picierno ha presentato un’interrogazione alla Commissione Europea contro Byoblu, accusandola di aver violato le sanzioni UE (https://www.byoblu.com/lettera-ue/).
8. Hobby e lobby… non è un gioco di parole. Per saperne di più sull’attività di questa dem a Bruxelles vedere qui (https://www.youtube.com/watch?v=Ir04wdacaUg) è una puntata di Ottosofia dedicata a lei.
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Comments

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Giovanna Maria Melia
Thursday, 15 May 2025 17:23
Sono felice che qualcuno finalmente abbia avuto il coraggio di ammettere l' eroismo dell' Armata Rossa e il suo principale contributo alla vittoria sul nazifascismo.
Sei un vero compagno
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Sergio
Thursday, 15 May 2025 09:33
"Occorre che i compagni escano dall’autoreferenzialità dogmatica legata a vecchie visioni politiche e sociali"
Vasto programma...
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Ingmar
Wednesday, 14 May 2025 21:24
Allora, sicuramente, bene passare oltre l'unipolarismo americano, attenzione però a consegnare tutto a Putin, con il quale serva una cauta negoziazione, non resa. Anche perchè la resa non rende giustizia ad una visione di insieme negata dalle narrative ufficiali e, in parte anche da quelle cosiddette filorusse (alcune lo sono effettivamente, nel senso di putiniane, altre semplicemente critiche della guerra ad oltranza, come Santoro o persino Avs).
Putroppo ragazzi è vero che Putin finanzia le destre estreme, spero di sbagliarmi, ma andiamo ad analizzare perchè. Per come la vedo Putin fa quello che hanno fatto gli americani per allargare la sfera di influenza. Lui lo fa in gran parte solo per mantenerla, poi certo, sotto questa pressione competitiva cerca di spuntare qualche area di controllo, come in Africa, ma attenzione, perchè sempre di imperialismo sembra trattarsi.
Putin è un sintomo, è con Eeltsin che, disperatamente, il popolo russo è stato spinto verso le braccia di un "uomo forte" al comando. Dopodichè le pressioni di un avanzamento nato a est e i tentativi di destabilizzazione, i cui movimenti di sincera voglia di emancipazione non voglio comunque derubricare a rivoluzioni colorate, ci hanno portato ad un Putin che soffia sulle destre e dice di starlo facendo contro i nazisti, la cui sconfitta tiene sempre retoricamente a ricordare. Ci ha portato ad avere Trump, che davvero non so quanto asset russo sia, sull'Ucraina sembra essere il sogno di Putin, al tempo stesso il suo prezzo è il completo silenzio su Gaza su cui si espresse all'inizio, nel 2023 e nel 2024.
Ora che Trump è suo alleato, cambia purtroppo l'antifona per via della contingenza. Addirittura si è messo a leccare il culo dicendo che l'America è stata sostanzialmente più pacifica poichè è dall'Europa che sono venuti i nazisti e due guerra mondiali, il colonialismo. Tuttavia se guardiamo dopo la guerra cambia del tutto. Banderismo. Insomma un completo revisionismo vergognoso. Credo fosse Lavrov.
Ora bisogna trattare sì, ma come? Facendo dei patti. Possiamo dire che la Nato sia stata ipocrita nel definirsi un patto di sola difesa, ipocrita è anche il richiamo al diritto internazionale e alla sovranità degli stati quindi il diritto di essi a strigere liberamente alleanze militari. Abbiamo visto dalla crisi missilistica del 1963 a Cuba che gli Usa non vedono per nulla di buon occhio, se i vicini si dotano di basi di paesi che considerano potenze nemiche.
E anche quando gli Usa violano il diritto in modo scoperto, in tutti gli anni da quando c'è Putin solo la Russia ha subito sanzioni, non certo l'America.
Sia l'Afghanistan che l'Iraq si saranno detti più volte, pieni di giusta rabbia "Bush non si fermerà" e l'Iraq fu la dimostrazione che bastava solo un pretesto. La frase che oggi si sente ripetere per Putin per negare ogni trattativa è follia.
Al tempo stesso detta trattativa non può essere condotta alla maniera di Trump. Ma come convincere Putin, dopo aver fatto il "colpaccio" di Trump a resistere a battere il ferro finchè è caldo, visto che "ha lavoroto molto duro per arrivarci"? Diciamo che la bulimia è pericolosa.
L'ideale sarebbe smettere di essere nemici della Russia in primo luogo poichè tutte le azioni della Russia sembrano, e in parte sono aggressioni in reazione alla mancanza di patti, al disattendimento di patti reciproci e all'uso di una retorica unilaterale. In questi patti ci dovrebbe essere, chessò eliminazione delle sanzioni e in cambio magari il Donbass torna all'Ucraina con statuto speciale e garanzie, che non sono mai state date, per i russofoni. Non so se questi siano un pretesto di Putin, da cui tutti i paragoni con i Sudeti per Hitler, fattostà che non avrebbe avuto queste scuse, per quanto la propaganda è molto capillare e aggressiva il che la fa apparire molto colpevole. Di nuovo, non sappiamo al 100% se Putin, andando così le cose non avrebbe attaccato, siamo onesti, ma avrebbe avuto meno pretesti.
Per quanto riguarda il principio che, se l'Ucraina può ospitare armamenti nato senza essere considerata ostile alla sicurezza, allora paesi come il Messico possono ospitare basi cinesi o russe, l'Europa certo non può stabilirlo, visto che riguardano l'America. Si può provocatoriamente rimandare Putin a Trump su questa questione, sempre che Trump capisca questi concetti di reciprocità.
Ricordiamo come anche il Regno Unito abbia minacciato Gibilterra al primo accenno di autodeterminazione e siamo nell'Occidente che dovrebbe rifiutare le logiche imperialiste.
Proposta fattibile, rinnovare i trattati di minsk e di non espansione della Nato, trattare per la sua espansione. Mettere per iscritto il carattere difensivo della possibile adesione ucraina. Oppure ritirare e sospendere per vari anni l'ingresso dell'Ucraina se il motivo è "l'Ucraina non ha nulla da temere". Oltretutto è ridicolo pensare ormai che l'Europa voglia fare la guerra ora che Trump non vuole farlo.
Insomma, bisogna anche capire i precedenti creati dagli Stati Uniti in materia di violazione di patti.
L'attuale rifiuto da parte di parte del Sud del mondo verso i "valori democratici e liberali" è che, se il primo a non rispettarli è il bullo più grande, è chiaro che il diritto internazionale sembra serva solo a fregarti.
La Russia ha certamente violato qualche patto, ma in un contesto in cui l'occidente sembra averne violato di più!
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Nico Maccenteli
Friday, 16 May 2025 18:26
Caro Ingmar,
faccio un po' fatica a capire il senso generale del tuo commento. Pertanto mi limito a commentare a mia volta alcune cose che hai scritto senza volere essere esaustivo.

Innanzi tutto scrivi:
«attenzione però a consegnare tutto a Putin, con il quale serva una cauta negoziazione, non resa. Anche perchè la resa non rende giustizia ad una visione di insieme negata dalle narrative ufficiali e, in parte anche da quelle cosiddette filorusse (alcune lo sono effettivamente, nel senso di putiniane, altre semplicemente critiche della guerra ad oltranza, come Santoro o persino Avs).»
E' l'inizio del tuo commento e dà il là a tutti i ragionamenti successivi. Secondo me parti già col piede sbagliato, perché di fatto ti poni un problema che io politicamente non mi sono posto perché parte dal punto di vista alantista.
A me framcamente della trattativa vista così non me ne può fregare di meno. Non mi pongo il problema di cedere "a Putin" (ma su questo "Putin" ci torno poi) nella negoziazione, perché il progetto espansionista NATO-UE (con USA a metà del guado o che il finto super partes) deve fallire e basta. C'è troppa pressione non su Putin, ma sul popolo russo e su quelli dei paesi che fanno parte della Federazione, ormai da oltre 10 anni. E questa politica militarista conduce alla guerra. E' la politica dei "volonterosi" che fanno di tutto per far fallire le trattative, per non farle neppure iniziare.Qunado parli di Putin e lo disegni come un dittatore, devi capire che il "dittatore" ha un consenso bulgaro e che ha vinto a mani basse le ultime elezioni. Pertanto usciamo dalla storiella propagandistica dell'Occidente "democratico" che però, guarda caso, criminalizza le opposizioni, censura, fa saltare le elezioni come in Romania, destra o sinistra che siano, persegue gli oppositori che danno fastidio perché possono fare i ribaltini: Le Pen in Francia, AFD in Germania. I veri fascisti, che ne occupano il ruolo storico sono le forze che sorreggono e che sono al contempo eterodirette dal verminaio dem-neocom, che ha trasferito la sua sede da Washington a Londra e a Bruxelles. Usciamo dalla storielle occidente buono e Russia cattiva. Se l'Occidente avesse il consenso della classe dirigente russa dovrebbe baciarsi i gomiti. E dire questo è evidenziare un dato di fatto non vuol dire essere "putiniani".
Per quel che mi riguarda io sto con i comunisti russi di Zjuganov, il Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF).
In questa guerra, portata avanti dal sostegno occidentale (senza i "volonterosi" e le armi di Trump, il regime nazi-banderista crollerebbe subito) c'è un vincente e c'è un perdente. La negoziazione deve partire da questo dato di fondo, se si vuole far cessare il conflitto. Altrimenti gli ucraini, oltre a essere smembrati dalle rivendicazioni polacche, ungheresi e rumene, perderanno con Odessa anche lo sbocco sul Mar Nero. Non ci vuole molto a cpirlo. Ma il "gioco" dei "volonterosi" è garantirsi il tempo (illusorio) per armarsi per bene continuando il macello ucraino. Un cinismo che di democratico non ha nulla, come il loro sostegno a un regime nazista come il sionismo israeliano, che ha aperto di nuovo la voragine del genocidio, il disumano "si può fare". E ti dirò: solo il multipolarismo, i paesi definiti "autocrazie", che non rientrano nei paramentri a senso unico dell'Occidente ci può riportare a una stabilità internazionale basata sul diritto. Tra poco ci accorgeremo cosa significa il riarmo della Von Der Leyen, di Draghi e di Calenda, la trasformazione dei "paesi occidentali liberal democratici" in regimi militaristi con punte di fascismo oppressivo e censorio, la distruzione del welfare residuo a favore di un warfare che aumenterà le disparità sociali.
Io caro Ingmar mi preoccuperei di questo.
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Giancarlo
Thursday, 15 May 2025 08:12
... la "proposta fattibile" sarebbe "rinnovare i trattati di minsk"? quegli stessi trattati che, per ammissione dei firmatari occidentali stessi (vedi interviste di merkel e hollande) erano stati firmati solo per prendere tempo e preparare l'ucraina alla guerra nel donbass?!
ammesso che il tuo commento sia scritto in buona fede, anche se ci sono molti segnali di propaganda liberal progressita stile "il manifesto" (spero di aver capito male io gli accenni alla famigerata tesi dell'imperialismo russo...), ti do un consiglio sincero: leggi quotidianamente gli aggiornamenti di Paolo Selmi, sempre su questo sito. A me hanno aiutato a capire molto di piu su questa faccenda. Nella sezione commenti puoi anche fare delle domande a Paolo, il quale risponde sempre, e da anni ormai, con pazienza e gentilezza. A patto ovviamente che le domande siano fatte col vero scopo di comprendere.
Un saluto
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