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La follia dell'Europa in un mondo impazzito
di Davide Malacaria
I neocon vogliono un Europa nemica di Mosca e che la guerra ucraina non finisca. Così la leadership europea, che non può concepirsi se non come serva obbediente ai neocon, condanna alla canna del gas i propri cittadini
Non è un mistero che la guerra all’Iran stia provocando disastri al mondo a motivo delle restrizioni energetiche e degli altri prodotti che passano per il vitale Stretto di Hormuz. Né è un mistero che Trump sta usando questa guerra per attuare un punto del suo programma elettorale: distaccarsi dall’Europa e uscire dalla Nato.
Una prospettiva già delineata nel suo programma isolazionista, quell’America First che con l’attuale conflitto ha assunto una forma nuova, sotto steroidi. Non più un ritiro dal mondo per concentrarsi sullo sviluppo del proprio Paese e la prosperità dei cittadini americani, ma il rilancio del primato statunitense sul mondo attraverso la Forza bruta.
Nulla di nuovo, essendo la vecchia dottrina neocon declinata in altro modo: non più gli Usa come gendarme globale necessario a punire gli asseriti cattivi e a vigilare sulle Regole, ma più semplicemente il perseguimento degli interessi imperiali attraverso il mero dispiegamento della Forza.
Non che in precedenza l’Impero fosse meno brutale, ma la nuova declinazione rende obsoleto il soft power, né richiede una retorica che legittimi la Forza né ricerca il consenso, interno e internazionale, al suo esercizio; infine dichiara decaduta la pulsione verso la globalizzazione, essendo ormai evidente lo scacco irrevocabile di tale prospettiva.
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