Riflessioni venezuelane
di Nico Maccentelli
Il sequestro del Presidente del Venezuela Bolivariano Nicolas Maduro e di sua moglie Prima Dama Cilia Flores, unitamente all’aggressione imperialista degli USA che dura da ormai 27 anni, ma oggi ha fatto il salto di qualità dell’embrago armato totale, ci induce d alcune riflessioni. Si tratta infatti di comprendere al di là delle considerazioni capitolazioniste che si leggono da più parti, quali siano i punti di forza e nel contempo i limiti di questo assalto criminale e in che contesto è maturato.
Innanzi tutto l’imperialismo statunitense non si è svegliato una mattina, con l’idea belluina di aumentare l’aggressività militarista. Esistono cause strutturali riguardo la crisi sistemica del capitalismo, già ben note ai marxisti e che in generale nella sua crisi epocale di sovraproduzione di capitali, al netto di tutte le controtendenze messe in atto dalle élite finanziarie sul piano monetario, creditizio e nella catena del valore e degli approvigionamenti, non evitano, anzi portano come sbocco inevitabile alla guerra imperialista.
Fondamentalmente l’imperialismo, ossia quel campo di paesi a capitalismo avanzato a dominnza USA è in crisi di egemonia. Il prorompere di altri attori capitalistici o a società ibride con gestioni statali di economie di mercato sulla scena internazionale, sta spostando il baricentro dell’economia mondiale da una governance finanziaria ultraliberista unipolare a economie reali che si relazionano in modo paritetico realizzando ambiti di scambio che bypassano il dominio del dollaro quale moneta di riferimento.
All’imperialismo non resta che ridefinire la propria catena di dominanza interna e di rispondere manu militari e con ogni altro mezzo ai paesi che esprimono con maggior forza economica e militare questa tendenza: Cina, Russia in primis, che sono ormai nemici esistenziali dell’imperialismo (1).








L’attacco al Venezuela da parte degli Stati Uniti è un atto gravissimo, e pericolosissimo, per una infinita serie di ragioni. Ma a me preme sottolinearne una.
Un termine generico




Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affermato nel suo discorso di fine anno che la politica italiana deve svolgersi entro due coordinate principali, l’Unione Europea e l’Alleanza Atlantica. Giorgia Meloni che, a differenza di Mattarella, non ha molto a cuore lo Stato di diritto, ha comunque confermato nella conferenza stampa di inizio 2026 che la UE e la Nato sono le due direttrici fondamentali della politica nazionale: ma il problema è che UE e Nato stanno crollando e che promuovono politiche contrarie agli interessi del popolo italiano e dei popoli europei. La politica italiana ed europea è quindi totalmente squilibrata, controproducente, sorpassata e inadatta al nuovo contesto globale di scontro di tutti contro tutti. Il presidente americano Donald Trump tenta di annettersi la Groenlandia, un vastissimo territorio della Danimarca coperto dai ghiacci ma ricco di molti minerali strategici, e cerca anche di mettersi d’accordo con Putin per spartirsi l’Ucraina: la sua politica sta spaccando l’Alleanza Transatlantica così cara a Mattarella e alla premier Giorgia Meloni. Meloni, Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Keir Starmer invocano un’azione comune della Nato e americana per garantire la sicurezza dell’enorme e ambita isola artica. Ma è evidente che Trump vuole la Groenlandia tutta per sé senza condividerla con gli altri soci occidentali.
Costantino Ciervo si occupa del conflitto mediorientale da decenni. Nato a Napoli nel 1961, Ciervo, noto come artista soprattutto per le sue installazioni multimediali, vive da molti anni a Berlino e sa bene quanto il tema sia delicato in Germania. Sui discendenti dei carnefici nazisti grava il peso storico della colpa della Shoah.






Il memoriale della guerra a Mosca
In questi tre anni dal lancio di ChatGPT i techbro della Silicon Valley ci hanno stordito con dichiarazioni roboanti sull’intelligenza artificiale: a seconda dei momenti soluzione a tutti i nostri problemi oppure causa della nostra estinzione. Allo stesso modo, per quanto riguarda il lavoro, alternano visioni di abbondanza – grazie all’erogazione di un reddito di base universale da parte dello stato, non a spese loro – e scenari di disperazione con la sparizione di oltre il 50% dei posti di lavoro. Dove sta la verità?
L’operazione militare con cui gli Stati Uniti hanno bombardato Caracas e sequestrato il presidente venezuelano Nicolás Maduro, uccidendo oltre 50 militari della sua scorta, costituisce un’azione di guerra in violazione al diritto internazionale. L’incursione giunge al culmine di mesi di crescenti tensioni nelle acque dei Caraibi, antistanti il Venezuela, seguite all’invio di navi da guerra con il pretesto della “lotta al narcotraffico”. Maduro è accusato di essere il capo del Cártel de los Soles, un cartello della droga che minaccerebbe la sicurezza nazionale degli Stati Uniti[




































