Il riarmo italiano impatterà sullla spesa sociale e sanitaria e sui salari pubblici
di Domenico Moro
Quando i paesi della Nato accettarono il diktat trumpiano di aumento della spesa militare dal 2% al 5% sul Pil e la Ue di conseguenza varò il piano Rearm Europe – Readiness 2030, Giorgia Meloni promise che gli aumenti della spesa militare non sarebbero stati compensati con la diminuzione di altre voci di spesa. La verità, però, è che la determinazione del governo italiano a perseguire gli obiettivi di riduzione del deficit e del debito pubblico, previsti dai trattati europei, non consente di mantenere quella promessa.
La conferma di questa situazione viene dalla recente audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica 2025, davanti alla Commissioni Bilancio riunite della Camera e del Senato, di Lilia Cavallari, presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), e di Andrea Brandolini, capo del Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia.
In particolare, Cavallari ha affermato: “Un aumento permanente della spesa per la difesa dovrà necessariamente essere compensato da misure di riduzione della spesa in altri settori o di aumenti discrezionali delle entrate”.[i] Sulla stessa linea è Brandolini, che ricorda come la maggior parte delle risorse “andranno reperite attraverso aumenti di entrate e tagli alla spesa”.[ii] Dal momento che quello che si prospetta è un aumento permanente della spesa militare e che gli esponenti più importanti del governo, Meloni, Salvini e Tajani, hanno fatto della diminuzione dell’imposizione fiscale un punto decisivo del loro programma di governo, l’unica soluzione è la diminuzione della spesa sociale.



L’ultima fatica di Costanzo Preve fu Una nuova Storia alternativa della Filosofia del 2013, un’opera voluminosa nella quale è ricostruita la storia della filosofia secondo il paradigma dell’ontologia dell’essere sociale. L’opera è la configurazione netta e senza sbavature del suo percorso di ricerca. In essa l’ontologia dell’essere sociale non solo prende forma nella chiarezza dei principi, ma si traduce in rielaborazione razionale e sistematica della storia della filosofia. La filosofia è il katechon contro il dissolvimento della comunità assediata dall’interno dalle spinte crematistiche, pertanto la storia della filosofia è testimonianza razionale del “compito eterno della filosofia”. Essa ha l’arduo scopo di definire la natura umana nel suo sinolo di materia (storia) e forma (natura umana) e di testimoniarne la sua esistenza nella storia con i suoi bivi e con le sue trasformazioni. La filosofia è dunque pensiero dell’eterno che si materializza nella storia. La natura umana e la verità non si possono dissolvere con i mutamenti repentini o lenti delle vicende storiche, esse permangono in forme nuove e storicizzate che non obliano il fondamento ontologico della natura umana. La filosofia non è “cupio dissolvi”, ma concetto che definisce la natura umana e ha il fine teoretico di difenderlo dalle forze nichilistiche. La nuova storia della filosofia di Costanzo Preve, non vuol essere nuova nel senso postmodernista, ma è “nuova” rispetto ai processi di attacco e di disintegrazione della filosofia; essa è trasgressiva rispetto a un sistema che vorrebbe ridurre la filosofia a chiacchiera da salotto. La filosofia con la sua visione olistica ha lo scopo di definire il “bene-verità” mediante il metodo dialettico. Essa è prassi, poiché mediante le sue categorie e il suo metodo valuta la conformità del sistema sociale e politico alla natura umana. Costanzo Preve con l’ontologia dell’essere sociale riporta al centro la verità e il pensiero forte (metafisico). Il pensiero non è mai astratto, esso risemantizza la teoretica dei filosofi per poter riaprire i chiavistelli della storia. Tale postura è già comunitaria, la filosofia è dialogo, è logos che cresce qualitativamente nella rete dei concetti comunicati logicamente. Il logos è linguaggio e calcolo dei veri bisogni, il logos è dunque attività teoretica, etica e politica, in quanto “calcola” le condizioni per l’umanizzazione reale e razionale dell’essere umano. É rete sociale e si potenza nello scambio dialogico mediante il quale si riconosce l’alterità e si conosce se stessi.




Segue la Parte seconda. Gli Anni Settanta.
I. I club
Premessa



Güney Işıkara e Patrick Mokre hanno pubblicato un libro approfondito che spiega come la teoria del valore di Marx funzioni per spiegare le tendenze e le fluttuazioni nelle moderne economie capitalistiche. Il titolo,
I riferimenti agli anni ’30 si moltiplicano. La degenerazione della democrazia americana sembra riportarci a quella della Repubblica di Weimar tedesca. Trump, attraverso il suo godimento della violenza e della menzogna, attraverso la pratica del male, ci riporta irresistibilmente a Hitler. In Europa, l’ascesa di movimenti classificati come di estrema destra ci costringe a rivisitare la nostra storia.




Mentre le potenze occidentali promuovono la tecnocrazia a scapito della sovranità, i movimenti di resistenza palestinesi avvertono che non può esserci ricostruzione senza liberazione


Le inquietanti dichiarazioni fatte dal presidente Usa e dal segretario Pete Hegseth a Quantico ripropongono una pericolosissima concezione della guerra, che nel corso di secoli il diritto internazionale aveva tentato di superare. Inoltre, ancora una volta presentano come invincibili le forze militari Usa, quasi assimilate ai protagonisti delle pellicole commerciali hollywoodiane, nonostante la stessa intelligence riconosca la loro inferiorità in vari campi.








































