Bitcoin: una moneta fittizia
di Francesco Schettino
Cosa rappresentano le criptovalute nella fase acuta di crisi del modo di produzione del capitale
Se è normale che i media più potenti del mondo – Google e Facebook in testa – continuino a fomentare con pubblicità ingannevoli e articoli poco credibili la favola del bitcoin e delle criptovalute, la cosa che più preoccupa è che esiste un numero crescente di compagni e compagne che – spesso a causa di una mancanza di conoscenza delle basi del socialismo scientifico – aderiscono con entusiasmo all’idea di criptovaluta giacché, secondo alcuni di costoro, essa avrebbe una portata rivoluzionaria, permettendo una emancipazione degli scambi di merci dall’autorità monetaria borghese.
È già di per sé abbastanza risibile pensare che monete create, ai loro fini, da personaggi molto prossimi alle mafie, al riciclo di denaro sporco, commercio di organi e di esseri umani (e chi più ne ha, più ne metta) possano rappresentare il “dollaro dell’avvenire”. L’affascinante meccanismo tecnico con cui i bitcoin vengono prodotti è un ennesimo giuoco di prestigio con cui si cerca di velare la realtà che vede invece le criptovalute emergere dal ventre più marcio e oscuro del capitalismo moderno.
In questo breve articolo ci proponiamo di fornire alcuni elementi utili, dal nostro punto di vista, a mostrare come le criptovalute non siano altro che un prodotto interno al capitalismo in fase di crisi acuta che viene gestito in maniera solo parzialmente differente, rispetto al passato, dalla classe dominante.



Come è noto, la crisi dei mutui subprime ha visto il sistema bancario come un protagonista fondamentale del gioco. Dopo lo scoppio delle difficoltà, nonostante le promesse fatte a suo tempo dal mondo politico al di qua e al di la dell’Atlantico, le riforme del sistema sono state complessivamente insufficienti e ora, almeno negli Stati Uniti, assistiamo alla volontà di Trump di cancellare gran parte di quello che era stato comunque fatto nel paese.
Come la Banca d’Italia documenta nelle sue 

Al bar, in treno o a una cena tra amici, capita sempre più spesso che all’improvviso qualcuno chieda: “Hai visto quanto sto guadagnando con i Bitcoin?”. È lì che la conversazione deraglia verso terreni inesplorati e la maggior parte degli interlocutori rimane in silenzio. Indomito, il primo rincalza sostenendo di aver guadagnato dodicimila euro in sei mesi. “Li ho comprati a 2000 e venduti a 14.000!”, afferma con soddisfazione. Segue un altro momento di silenzio e stupore, poi la richiesta di chiarimenti diventa irresistibile.
In questi giorni, il fenomeno bitcoin è su tutte le pagine de giornali. Il bitcoin è una moneta elettronica o criptomoneta che è stata creata nel 2009 da un anonimo inventore, noto con lo pseudonimo Satoshi Nakamoto. Per convenzione, il termine Bitcoin, con l’iniziale maiuscola, si riferisce alla tecnologia e alla rete, mentre il minuscolo bitcoin si riferisce alla valuta in sé.


Pubblichiamo una mini inchiesta sullo stato del sistema bancario italiano.
“Le risorse sono pochissime dati i vincoli di bilancio.
Ho molto apprezzato il recente intervento di Andrea Terzi su economiaepolitica.it riguardo all’esigenza di
Qualche insegnamento dalla crisi bancaria della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca:
Nella 

I.

L'altro giorno mi sono imbattuto in un 







































