Il governo è nemico del popolo, il popolo resiste: organizziamo il contrattacco
di kamo
0. Esiste un nesso tra crisi del capitalismo globale, trasformazione in «fabbrica della guerra» dei territori sociali e suprematismo razziale che percorrono l’Occidente. È la catena dell’imperialismo e della guerra generale che si stringe intorno al collo dei popoli, di cui l’Italia è un anello centrale. È questo l’anello in cui siamo collocati, e che possiamo – dobbiamo – erodere, incrinare, disarticolare. Indebolire, per spezzarlo. E spezzare così la maledetta catena.
1. Dal prologo in cielo alle avventure sulla terra. La resistenza della Palestina e il vento frizzante che ha scompaginato le settimane di «Blocchiamo tutto» hanno mostrato che ricomporre un rifiuto popolare per un presente di guerra, impotenza e solitudine è possibile: è possibile essere forti, contare qualcosa imponendo la propria rigidità, ritrovare senso e gioia collettivi nello sciopero, nel sabotaggio dei tempi, nella lotta di massa. Anche in un contesto relativamente piccolo e pacificato come nella “demokratura” di Modena e dell’Emilia.
2. Per la prima volta un’inaspettata paura, scatenata da un’inedita opposizione sociale, ha messo al muro il governo Meloni, il cui unico asset sul palcoscenico nazionale e internazionale rimane la governabilità sulla rassegnazione, la spoliticizzazione e l’immobilismo, e quindi la sudditanza ai propri padroni e alleati, americani e israeliani – alla faccia dei “sovranisti” e dei “patrioti”.

























































